Pubblicato da: fitonews | 1 dicembre 2016

Le bacche di Goji…

goji-superalimentsLe bacche di Goji (Lycium barbarum e L. chinense) sono il frutto di un arbusto, originario  della Cina, appartenente alla famiglia delle  Solanaceae.
In Cina le bacche sono utilizzate da circa 2000 anni e nella Medicina  Tradizionale Cinese (MTC) viene loro attribuita la proprietà di  “nutrire il rene e il fegato“, di “umidificare il polmone” e “supplementare lo Yin.” La MTC impiega le bacche di Goji, anche in combinazione con altre piante medicinali, per proteggere il fegato e i reni, per rafforzare il sistema immunitario,  per trattare  i disturbi respiratori,  per rallentare l’invecchiamento neurologico e preservare la vista, per combattere la stanchezza, l’infertilità maschile, ecc. In Occidente  sono diventate molto popolari per  il loro contenuto in sostanze antiossidanti (polisaccaridi, in particolare) e quindi per l’ effetto protettivo nei confronti delle malattie associate allo succostress ossidativo come le malattie degenerative, cardiovascolari ecc. Sono segnalate, inoltre, come utili  per rinforzare il sistema immunitario.
Le bacche di Goji  contengono, infatti, oltre ai polisaccaridi, carotenoidi, flavonoidi, Vitamina C e A, Calcio, Ferro, proteine, zuccheri, acidi grassi essenziali, ecc. Tutto ciò ne ha fatto una sorta di panacea ma nessuno studio clinico ha finora dimostrato quegli effetti benefici “sorprendenti”  che campagne pubblicitarie ingannevoli spesso vantano. Il Dipartimento di Agricoltura Statunitense (USDA) riporta, per le bacche di Goji crude, un valore ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity,  ovvero la misurazione del potere antiossidante di un alimento)  di 3290, pertanto elevato. I piccoli frutti e molta frutta e  verdura nostrane (mirtillo, lamponi, melograno, fragole, broccoli, pomodori, cipolla, ecc.) presentano però, a loro volta, un punteggio ORAC ancora più elevato elevato:  il mirtillo nero,
goji2ad esempio, presenta un indice di  4669,  il mirtillo rosso  di 9090Attualmente gli studi (in vitro e in vivo) si sono concentrati sui proteoglicani conosciuti come “polisaccaridi del Lycium barbarum” i quali “hanno mostrato proprietà antiossidanti e alcune attività farmacologiche interessanti nel contesto delle malattie legate all’età come l’aterosclerosi e il diabete…. Tuttavia, alcune delle attività sono state rilevate solamente a concentrazioni molto elevate, e questi studi dovrebbero essere considerati con cautela.” L’indicazione è, pertanto, quella di proseguire con la ricerca, sia farmacologica che clinica, in quanto “alla luce dei dati farmacologici disponibili e della lunga tradizione di utilizzo nella medicina tradizionale cinese, L. barbarum e L. chinense certamente meritano ulteriori indagini.”(Olivier Potterat, 2010 ).
Chinese Goji Berries 2007. Image shot 2007. Exact date unknown.Le bacche di Goji essiccate possono essere consumate come tali oppure possono essere messe in acqua calda per reidratarle e quindi ammorbidirle. Possono essere aggiunte a insalate, yogurt, macedonie,ecc. Dal  frutto è anche possibile ottenere un succo.  Generalmente si consiglia l’assunzione di 10- 20 grammi al giorno, ovvero 1 o 2 cucchiai di bacche essiccate, per 3-4 settimane. Se invece si sceglie di utilizzare il succo, si consiglia di consumare  120 ml al giorno. Il valore calorico è di 98 Kcal per 28 g o 75 ml.
In questo periodo dell’anno, possono rappresentare un modo piacevole (il sapore è gradevole) per integrare la nostra dieta e affrontare al meglio l’inverno.
Avvertenze: Il frutto è privo di tossicità, ma si consiglia cautela per quanto riguarda possibili interazioni farmacologiche (Warfarin, ecc.).
Curiosità:  Nella regione autonoma di Ningxia Hui, nel nord-ovest della Cina, le bacche di Goji sono anche utilizzate per la produzione di aceto e di un elisir,  “alcoolaturo di Gouqi” o Gouqi Jiu, ottenuto dalla macerazione delle bacche in alcool bianco o  riso glutinoso fermentato.

Pubblicato da: fitonews | 11 novembre 2016

La bufala degli effetti avversi da omeopatia

Articolo tratto da Omeopatia33

La bufala degli effetti avversi da omeopatia….
di Simonetta Bernardini

homeopathie granuliDavvero interessante la lettura del lettera di Tournier et al. a commento del lavoro di Ernst e Podanski dal titolo: “Adverse effects of homeopathy: a systematic review of published case reports and case series”, apparsi entrambi sull’International Journal of Clinical Practice. Nel lavoro gli autori riportano bel 1159 casi di reazioni avverse, da medie e severe, dovute direttamente o indirettamente alla terapia omeopatica incluse quattro morti. Ma secondo Tournier et al. vale la pena di conoscere più da vicino alcuni di questi casi. Infatti, in un caso si imputa ad una cura omeopatica fatta sette anni prima (e che ha guarito con successo un caso di vertigini e problemi di cuore) la comparsa di un carcinoma vescicale per il quale, peraltro, la terapia omeopatica ha con successo corretto gli effetti avversi della terapia convenzionale che ha, per parte sua, curato con successo quel tumore. In un altro caso, anch’esso definito come un “quasi certo” effetto avverso alla terapia omeopatica, si riporta di un paziente che avrebbe sviluppato una DRESS (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms) a seguito dell’ assunzione, avvenuta ben quattro mesi e tre settimane prima dell’insorgere dei sintomi, di alcune pillole omeopatiche per dormire. Questo, nonostante che anche i dermatologi che lo hanno avuto in cura affermano di non poter credere in una correlazione tra il medicinale omeopatico e i sintomi di nuova insorgenza. Per non parlare dei casi in cui gli Autori fanno confusione tra omeopatia e piante come, ad esempio, il caso in cui si cover ultimoriporta intossicazione con Aconitum, in realtà una Tintura Madre omeopatica (come replicano gli Autori), ma pur sempre Tintura madre, oppure con Rhus Tox ancora assunta come Tintura Madre. Inoltre nessuna distinzione viene fatta tra cura omeopatica e negligenza diagnostica: in effetti, alcuni casi di reazione avversa scaturiscono piuttosto dall’errore di diagnosi e conseguentemente di cura dovute all’inesperienza del medico, piuttosto che dalla cura omeopatica in se e per se. Anche in base ad alcuni errori formali nella presentazione del lavoro, gli autori della replica concludono che il lavoro di Ernst e Podanski non può essere considerato credibile. Come dargli torto?

Int J Clin Practice, 2012, 66, (12), 1178

Per leggere l’abstract >>> cliccare qui

 

Pubblicato da: fitonews | 10 novembre 2016

Il mirtillo rosso e i suoi giovani getti…

799px-vaccinium_vitis-idaea_004Il macerato glicerico ottenuto dai giovani getti del Vaccinium vitis idaea L., il Mirtillo rosso (Vaccinium vitis idaea MG 1DH), è il medicamento specifico di tutti i disturbi che interessano il co­lon,  così come Ficus carica M.G. 1 DH lo è per lo stomaco e Tilia tomentosa M.G. 1 DH per il sistema nervoso.  Manifesta un’azione regolatrice sulla motilità del colon e di conseguenza sulla funzionalità intestinale, azione rimineralizzante e antiflogistica. L’azione regolatrice a livello della motilità  intestinale è di tipo bifasico: in caso di inerzia esplica azione stimolante e tonica, in caso di spasmo e ipertonia, si ri­vela sedativo e antispasmodico. La somministrazione di Vaccinum vitis idaea M.G. 1 DH risulta particolarmente adatto nel trattamento della sindrome 240px-vaccinium_vitis-idaea_ldell’Intestino irritabile e nella donna in menopausa  in quanto il migliorato trofismo a livello della mucosa intestinale permette un aumentato assorbimento di calcio (azione rimineralizzante: osteoporosi); sembra, inoltre, apportare un beneficio nei disturbi da carenza estrogenica, quali disturbi trofici vaginali e cutanei, alterazioni dell’umore, caldane.Oltre a queste proprietà è presente anche un’azione antinfiammatoria: tali caratteristiche ne hanno suggerito l’impiego anche nella poliartrite cronica evolutiva.La sua prescrizione, tratto comune a tutti i gemmoderivati, sembra che contribuisca ad eliminare o comunque a diminuire i livelli di acido urico, urea e colesterolo, manifestando in tal modo anche proprietà drenanti.
Posologia: Vaccinum vitis idaea  M.G.1DH: 50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì per 20 giorni al mese, cicli di 2-3 mesi.

cover-gemmo(Tratto da: Campanini Enrica, Manuale pratico di gemmoterapia, Tecniche Nuove, Milano)

Pubblicato da: fitonews | 3 novembre 2016

Ansia da terremoto: un aiuto dalle medicine integrate

Arnica montanaNelle zone colpite da terremoto la popolazione residente è sottoposta a notevole stress,  crisi d’ansia e attacchi di panico. Nelle Marche, Tiziana Di Giampietro, medico pediatra appartenente alla SIOMI- Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata  (www.siomi.it),   coordina, avvalendosi dell’aiuto di altri colleghi, le operazioni relative al trattamento degli Attacchi di panico (DAP) con i farmaci omeopatici, distribuendo i cosiddetti “farmaci omeopatici della paura” (Arnica montana, Gelsemium sempervirens, Ignatia amara) secondo le modalità sintomatologiche presentate dal paziente (30 CH, 5 granuli 2-3 volte al dì oppure una dose globuli in unica somministrazione). Arnica risulta particolarmente preziosa in quanto contribuisce ad attenuare lo stato stuporoso e di shock che segue alla paura, Gelsemium è indicato nel trac emozionale (“la paura che blocca”)  e, infine,  Ignatia è considerato “il tranquillante degli omeopati”. L’operazione è patrocinata dall’ospedale di Medicina Integrata di Pitigliano (GR), approvata dall’AIFA e dalla Protezione civile Marche. I farmaci sono forniti da aziende omeopatiche gratuitamente (Boiron, Vanda, Cemon, Weleda). “Lo scopo – afferma la dott. Simonetta Bernardini presidente SIOMI- è quello, operando di arnicaconcerto anche con gli psicologi, di non far degenerare l’attacco di paura acuto in una sindrome post-traumatica da stress che determinerebbe la cronicizzazione dei sintomi. I medicinali omeopatici sono innocui, particolarmente adatti ai bambini, alle gestanti e agli anziani e possono essere utilizzati da soli o anche insieme ai farmaci per il tono dell’umore”.
Anche la Gemmoterapia può essere di aiuto: Tilia tomentosa M.G.1DH è un gemmoderivato di prescrizione sistematica in tutti i casi di ansia e stress. Può affiancare una terapia farmacologica: ad oggi, infatti, non sono segnalati effetti collaterali o interazioni farmacologiche. Può essere assunta in gravidanza e allattamento. In pediatria se ne consiglia l’assunzione dopo i due anni di età (1 goccia pro chilo 1-2 volte al dì). Posologia: nell’adulto  20-50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì. È buona norma iniziare la terapia partendo dalla posologia minima per poi aumentarla con gradualità.  (Pubblicato in: Medicina Integrata)

Pubblicato da: fitonews | 25 ottobre 2016

Gymnema sylvestre e gli zuccheri….

gymnema-sylvestre-extracts-250x250Gymnema sylvestre R.Br. (Gymnema): Originaria dell’India, Australia e Africa tropicale, le foglie hanno la proprietà di mascherare i sapori sia amari che dolci. Nella Materia Medica di Paris – Moyse le foglie sono segnalate come correttore del gusto. In India nel 1981 vennero pubblicati i primi lavori scientifici riguardanti lo studio dell’ attività ipoglicemizzante attribuita alla pianta. L’azione principale della Gymnema sarebbe quella di ridurre l’assorbimento degli zuccheri introdotti con l’alimentazione contribuendo in tal modo al controllo della glicemia. Poichè il glucosio rappresenta uno degli elementi fondamentali nella sintesi dei trigliceridi a livello epatico, il controllo della glicemia viene ad avere ripercussioni favorevoli sui livelli di trigliceridemia. Viene ipotizzato il seguente meccanismo d’azione: la molecola dell’acido gimnemico, considerato il principio attivo, è simile alla molecola del gymnema_sylvestre_herb_imgglucosio per cui si posizionerebbe sui recettori intestinali del glucosio impedendone così l’assorbimento di quest’ultimo a livello intestinale e quindi il suo passaggio nel sangue. Avrebbe inoltre un’azione diretta sul pancreas con aumento della produzione di insulina. L’inibizione dell’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale e l’aumentata trasformazione metabolica del glucosio a livello cellulare, in seguito all’aumentata disponibilità di insulina per stimolazione indiretta del pancreas, fa sì che il glucosio venga “avviato” verso la corretta via metabolica dove verrà demolito per glicolisi con produzione di energia.
L’uso di questa pianta, durante un regime dimagrante, sembrerebbe particolarmente indicato nei pazienti che abusano di dolci e carboidrati. Con l’uso della pianta, che presenta le caratteristiche sopraccitate di correttore del gudmar-gymnema-sylvestra-250x250gusto, verrebbe annullata quasi completamente la sensazione del dolce: secondo alcuni il paziente in questo modo perderebbe il piacere di mangiare dolci (?!).
Avvertenza: preparati della pianta possono interferire con farmaci  ipoglicemizzanti. PosologiaGymnema s. Estratto secco (titolo in acido gymnemico minimo 25%-Farmacopea francese) : 500 – 1000 mg /die, 30 minuti prima dei pasti per cicli di 2-3 mesi.
Curiosità:
– In India, la pianta è chiamata anche gurmar, letteralmente “che distrugge lo zucchero.” Questo termine si riferisce al fatto che quando si masticano le foglie sovrappesodi Gymnema queste inibiscono, per 1- 2 ore,  le papille gustative sensibili al sapore dolce.
– La pianta, nella medicina ayurvedica e nei paesi d’origine, è da sempre impiegata per fare abbassare la glicemia nei soggetti diabetici. Sono necessari, comunque,  ulteriori studi scientifici per confermarne l’efficacia e la corretta posologia.

(Tratto da: Campanini Enrica, 2005, Sovrappeso e cellulite, Tecniche Nuove, Milano)

Pubblicato da: fitonews | 20 ottobre 2016

Scoperte le proprietà antibatteriche di PREZZEMOLO e BASILICO

prezzemolo basilicoUn recente studio, pubblicato sulla rivista Microbial Pathogenesis e condotto dagli scienziati dell’Università di Pisa, l’University of Monastir e il Water Research and Technologies Center (Tunisia), ha dimostrato che prezzemolo e basilico sono dei veri e propri antibatterici naturali. Nello specifico, sono gli olii essenziali del prezzemolo e del basilico ha possedere proprietà antibatteriche. Per giungere a questa importante conclusione i ricercatori hanno testato gli olii essenziali di basilico e prezzemolo su alcuni batteri patogeni del genere “vibrio”, precedentemente isolati da campioni di acqua di mare o di frutti di mare crudi o poco cotti. I risultati sono stati presentati dal professore Guido Flamini del Dipartimento di Farmacia dell’Ateneo pisano, il quale ha spiegato: “Entrambi gli oli essenziali si sono dimostrati capaci di inibire la crescita dei microorganismi coltivati in vitro, con il basilico che ha mostrato un’attività leggermente maggiore; ma non solo: nel caso di 18 ceppi di Vibrio su 41 abbiamo verificato la capacità degli olii di inibire o di provocare la disgregazione del biofilm“. Per i meno esperti, il biofilm batterico (o biopellicola) inizia con l’ancoraggio di microrganismi liberamente fluttuanti a una superficie e permette a questi di crescere e riprodursi (il biofilm cresce tramite divisioni cellulari e integrazione di batteri esterni); il biofilm permette inoltre ai batteri di resistere all’azione degli antibiotici perché forma una barriera protettiva. (Tratto da: Georgofili –Notiziario di informazione a cura dell’Accademia dei Georgofili)

Pubblicato da: fitonews | 12 ottobre 2016

Avena sativa in Fitoterapia e in Omeopatia

avena Avena sativa in Fitoterapia

Le parti aeree della Avena sativa L., pianta appartenente alla famiglia delleGraminaceae,  si usano in caso di nervosismo e insonnia. L’azione blandamente sedativa, simile a quella svolta dalla Passiflora incarnata, sembra sostenuta dalla gramina, alcaloide indolico presente anche nell’orzo, sinergicamente coadiuvata dalle avenine e dagli avenacosidi. Le parti aeree della pianta sono presenti come monografia della Commissione E della Sanità tedesca: la pianta viene indicata per stati acuti o cronici di ansia, nella tensione o agitazione, nella sindrome neuroastenica, come ricostituente e corroborante generale. Viene peraltro specificato che l’efficacia della droga non è stata dimostrata. Avvertenze: solo a scopo precauzionale se ne sconsiglia l’uso ai soggetti con intolleranza al glutine (possibili contaminazioni).    Posologia : Avena sativa T.M. 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno. La Tintura Madre (T.M.) si prepara a partire  dalla parte aerea fiorita fresca.

cover ultimoAvena sativa in Omeopatia  

Avena sativa è indicata in caso di spossamento nervoso con difficoltà a pensare, a lavorare, a concentrarsi e in caso di astenia con nervosismo e insonnia. Può essere utile anche in caso di cefalea, prevalentemente occipitale, accompagnata da nervosismo, protrazione nervosa e insonnia. E’ da evidenziare l’effetto tonico associato all’effetto blandamente sedativo. Vannier ne indica l’uso anche in caso di impotenza sessuale nel soggetto astenico. L’astenia psico-fisica e l’insonnia rappresentano comunque le caratteristiche dominanti del medicinale omeopatico: tali caratteristiche “si possono ritrovare nei convalescenti, nei soggetti sovraffaticati intellettualmente e negli ipotesi”. Posologia : 1-3 DH 20 gocce, diluite in acqua, 2-3 volte al dì (sorseggiare lentamente).

Commento

L’uso fitoterapico e omeopatico sono molto simili: in Omeopatia si evidenzia l’associazione dell’effetto tonico e sedativo: “la mattina tonifica; la sera favorisce il sonno”. Come asserisce Guermonprez “una pianta a dosi omeopatiche produce sempre più effetti”rispetto all’uso fitoterapico.

(Tratto da: Campanini Enrica, 2013, Piante medicinali in Fitoterapia e Omeopatia, Tecniche Nuove, Milano)

manuale gemmoterapiaGrazie all’attività disinfettante a livello dell’apparato urinario e intestinale, Vaccinium vitis idaea M.G.1DH rappresenta un rimedio specifico nel trattamento delle cistiti recidivanti e di tutti i disturbi che interessano il co­lon, come colon irritabile, colite spastica, meteorismo. Altra indicazione del gemmoterapico è rappresentata dalla cistite a urine chiare che può colpire la donna in menopausa e sostenuta da una carenza estrogenica a livello del trigono vescicale. Vaccinium vitis idaea M.G.1DH risulta, infatti, indicato nei disturbi da carenza estrogenica. Il migliorato trofismo a livello della mucosa intestinale permette, infatti, un aumentato assorbimento oltre che del calcio anche di eventuali fitoestrogeni introdotti con l’alimentazione o come farmaco.Posologia: Vaccinium vitis idaea M.G.1DH 50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì.
Juniperus communis M.G.1DH è considerato un ottimo drenante epato-renale, da utilizzare tutte le volte in cui è opportuno apportare un’azione disintossicante vaccinium vitis i.all’organismo. Contribuisce a incrementare la diuresi. Utile anche nel trattamento delle cistiti recidivanti, casi nei quali può essere associato a Vaccinium vitis idaea M.G.1DH di cui potenzia l’azione antibatterica e di riequilibrio della flora batterica intestinale. Posologia: Juniperus communis M.G.1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì.

Cistite recidivante
Juniperus communis M.G.1DH, 50 gocce, diluire in acqua, 15 minuti prima di colazione.
Vaccinium vitis idaea M.G.1DH, 50 gocce, diluire in acqua, 15 minuti prima di pranzo e cena.(cicli di 20 giorni al mese per almeno tre mesi).

cranberrybushCistite e menopausa (schema integrato) Vaccinium vitis idaea M.G.1DH, 50 gocce, diluire in acqua, 15 minuti prima di pranzo e cena.
(cicli di 20 giorni al mese per almeno tre mesi).
Durante la giornata assumere: Vaccinium macrocarpon (succo o estratto secco titolato in proantocianidine).

NOTA: I gemmoderivati possono essere assunti contemporaneamente alla terapia farmacologica quando questa, a giudizio del medico,  risulti necessaria (azione coadiuvante).

Pubblicato da: fitonews | 16 settembre 2016

Eschscholtzia californica e disturbi del sonno…

escolzia-Eschscholtzia californica L. ( Escolzia)
La pianta viene utilizzata per l’attività sedativa e blandamente ipnotica ed analgesica: pur appartenendo alla famiglia delle Papaveraceae, le proprietà sedative ed ipnoinducenti che la caratterizzano non danno luogo a fenomeni di dipendenza o tossicità. E’ stato sperimentalmente dimostrato che la tintura prolunga la durata del sonno indotto nella cavia e riduce la sua attività motoria, manifestando così una chiara azione sedativa e spasmolitica. Recenti studi hanno confermato l’attività sedativa e l’effetto ansiolitico. Per quanto riguarda la sua attività sul sonno, la pianta risulta specifica in caso di addormentamento difficoltoso (insonnia di addormentamento). Le preparazioni a base di escolzia-2Escolzia diminuiscono  il tempo di addormentamento e  favoriscono un netto miglioramento della qualità del sonno (non repres­sione della fase REM) che diventa riposante e tranquillizzante. Risulta invece inefficace nell’insonnia che si instaura in corso di una grave malattia mentale e nell’insonnia che compare a metà della notte o al mattino. Limita
i risvegli notturni e gli incubi. Si segnala inoltre la sua efficacia in caso di  distonia neurovegetativa e nelle manifesta azione dolorose (emicrania, spasmi colici e biliari,ecc.) ove manifesta proprietà antalgiche. Controindicazioni:si consiglia di evitare in caso di malattie epatiche, in  gravidanza, nell’allattamento e nei bambini con dizionario-di-fitoterapia-e-piante-medicinali_28153età inferiore ai 6 anni. Occorre ovviamente porre attenzione, come per tutte le piante ad azione sedativa, alla contemporanea assunzione di farmaci ad attività sedativo-ipnotica e antidepressiva, al fine di evitare un potenziamento non ricercato dell’azione sedativa.
Curiosità: La pianta venne raccolta per la prima volta vicino a San Francisco da Adalberto Chamisso che volle dedicare questa scoperta al compagno di viaggio e capo della spedizione scientifica, che ebbe luogo in America nei primi anni del XIX secolo, J.F. Eschscholtz, botanico ed entomologo russo. Originaria infatti della California, venne introdotta in Europa agli inizi del 1800 come pianta decorativa per la bellezza del suo fiore.

Pubblicato da: fitonews | 5 settembre 2016

Il Cardo mariano in Fitoterapia (1)

cardo marianoSilybum marianum (L.) Gaertn. (Cardo mariano; Cardo di santa Maria)
I frutti, o acheni, impropriamente chiamati semi, si caratterizzano per un’attività epatoprotettrice e un’azione rigeneratrice a livello della cellula epatica (epatocita). La silimarina e i suoi isomeri sono infatti dotati di sicura azione contrastante gli effetti epatolesivi di svariati agenti epatotossici, sia naturali che di sintesi. Le proprietà amaro-tonico-coleretiche del fitocomplesso, inoltre , possono contribuire a migliorare i processi digestivi (proprietà antidispeptiche) e disintossicanti in senso lato. La Commisione E della sanità tedesca ha approvato nel 1989 l’uso dell’estratto standardizzato in silimarina (al cardo mariano semi70%) per trattare le intossicazioni epatiche e come adiuvante nelle epatiti e cirrosi epatiche e nelle turbe dispeptiche; nel 2002 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riconosciuto gli stessi impieghi d’uso. Alla tiramina, sostanza ad azione simpaticomimetica presente nei frutti, è attribuita un’azione tonico-vascolare in grado di aumentare la pressione sanguigna. Grazie alle proprietà
antiemorragiche e debolmente spasmolitiche, i frutti venivano impiegati nelle meno-metrorragie, epistassi, emorroidi ecc. Secondo recenti studi, infine, i semi della pianta avrebbero effetti immunomodulatori. L’uso esterno della pianta è legato alla dermocosmesi. Preparazioni contenenti estratti di cardo mariano o silimarina rientrano nelle formulazioni di creme contro l’invecchiamento (proprietà antiossiodanti). In dermatologia può essere impiegata per favorire i processi di guarigione e nel trattamento di eritemi, bruciature, cover ultimodermatiti atopiche e psoriasi.
Avvertenze: generalmente ben tollerato, può, in alcuni soggetti sensibili, dare un blando effetto lassativo che cessa dopo due-tre giorni dalla sospensione.

(Tratto da: Campanini E., Piante medicinali in fitoterapia e omeopatia, Tecniche Nuove, 2013) 

 

Forme farmaceutiche e posologia:

Posologia media giornaliera (Commissione E del BfArM): 12-15 g/die (frutti); 200-400 mg/die (silimarina, calcolata in silibinina) suddivisi in 2-3 assunzioni.

dizionarioInfuso (frutti): un cucchiaino di frutti triturati e infuso in acqua bollente per 10-15 minuti; 3-4 tazze al dì, 1/2 ora prima dei pasti. Preparare ogni volta.

Infuso (foglie): versare acqua bollente su ½ cucchiaino di droga finemente tagliata, filtrare dopo 5-10 minuti, 2-3 tazze al dì. Un cucchiaino corrisponde a 1,5g.

Estratto secco titolato (nebulizzato e titolato in silimarina min.1,0%, Farmacopea Italiana X): 1 cps 1-2 volte al dì.

Silybum marianum T.M.: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì.

(tratto da: Campanini E.,Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, Milano,2012, 3°edizione )

 

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