Pubblicato da: fitonews | 14 marzo 2017

Succo di mirtillo per la terza età…e non solo!

Secondo uno piccolo studio pubblicato sulla rivista Applied Physiology, Nutrition and Metabolism dai ricercatori dell’Università di Exeter (Regno Unito),  che ha coinvolto  26 persone sane, di età compresa tra 65 e 77 anni, e condotto per 12 settimane,   il consumo regolare di succo di  Vaccinium myrtillus L.  – mirtillo nero – (30 ml al giorno: antociani 387 mg ) sarebbe in grado di migliorare le abilità cognitive dei soggetti anziani.  In particolare i test finali eseguiti durante la sperimentazione mostravano una maggiore attivazione encefalica, un incremento della perfusione cerebrale e un miglioramento di alcuni aspetti della memoria, rispetto ai test eseguiti dai soggetti che avevano che avevano assunto il placebo. I ricercatori ritengono che responsabili di tali attività siano soprattutto gli antociani (flavonoidi), che manifestano importanti  proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie. La supplementazione con un succo di mirtillo, contenente una adeguata concentrazione in antocianosidi, può contribuire, secondo i ricercatori inglesi,  ad attenuare il declino cognitivo correlato all’età.

 

 

Pubblicato da: fitonews | 8 marzo 2017

SE IL CACAO NON BASTA PIÙ…..

“Il cacao non basta più. Entro il 2020, secondo gli studi di mercato, la domanda dovrebbe superare le 4,5 milioni di tonnellate, a fronte di una produzione che non supererà 3 milioni di tonnellate.I cambiamenti climatici e i limiti alla coltivazione di questo frutto tropicale non permettono un’espansione così rapida della sua produzione, almeno non tale da tener testa alla crescente domanda. Ecco perché l’industria alimentare sta cercando sostituti, surrogati del cacao, disponibili e pronti a venir utilizzati.
Tra questi vi sarebbe il giaca, un altro frutto tropicale, abbondante ed economico.
Questo grosso frutto tropicale è coltivato in Sud America, Asia, Africa e Australia e in alcuni Paesi i suoi semi vengono mangiati (bolliti o arrostiti) perché sono una fonte a basso prezzo di fibre, proteine e minerali. In Brasile vengono considerati un prodotto di scarto, ma i ricercatori di San Paolo hanno provato a testare i loro componenti chimici per cercarne alcuni che potessero essere sfruttati dall’industria alimentare.
Analizzando 27 farine ottenute da semi di giaca fermentati o acidificati, hanno scoperto diverse molecole associate al tipico aroma del cioccolato, come il 3-metilbutanale e il 2-feniletilacetato. Le farine di semi fermentati, fatte annusare ad un gruppo di assaggiatori, sono state giudicate positivamente per via del loro aroma dolce e fruttato, che ricorda il caramello e la nocciola.”
Articolo tratto da :http://www.georgofili.info/
Pubblicato da: fitonews | 8 febbraio 2017

Lo zenzero e l’osteoartrosi al ginocchio  

 

zenzeroUno studio recentemente pubblicato ha evidenziato come preparazioni a base di zenzero (Zingiber officinale Roscoe) in polvere siano in grado di determinare un’azione antalgica in quanto possono ridurre la componente infiammatoria in caso di osteoartrosi al ginocchio. Lo studio (randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo) è stato condotto per tre mesi e ha coinvolto 120 pazienti ambulatoriali affetti da gonartrosi moderatamente algica. I pazienti hanno assunto quotidianamente 1 cps di polvere di zenzero (500 mg) 2 volte al dì oppure il placebo (500 mg di amido). Prima di iniziare il trattamento non erano emerse differenze significative fra i due gruppi per quanto riguarda i valori sierici dei marcatori infiammatori (ossido nitrico/NO, proteina C reattiva a elevata sensibilità/hs-CRP), mentre dopo i  tre mesi di terapia con zenzero le concentrazioni sieriche di NO e hs-CRP sono risultate inferiori  rispetto al gruppo placebo. “Gli autori della sperimentazione ritengono che la supplementazione con zenzero in polvere alla dose di 1 g/die possa ridurre le concentrazioni di marker infiammatori in pazienti con osteoartrosi al ginocchio e possa, quindi, essere raccomandata come trattamento complementare per questi pazienti”.

 

 

Pubblicato da: fitonews | 1 febbraio 2017

Il finocchio marino…in cucina

Articolo pubblicato da Georgofili INFO (01 Febbraio 2017)

finocchio-marino” Il finocchio marino (Crithmum maritimum L.) è una pianta erbacea perenne, afferente alla famiglia delle Apiaceae, che cresce spontaneamente lungo i litorali sabbiosi e le coste rocciose del Mediterraneo, nonché lungo le coste atlantiche della Francia e del Regno Unito. Possiede pregevoli caratteristiche organolettiche e nutrizionali, determinate da diverse sostanze chimiche. Il finocchio marino può essere considerato un ortaggio emergente, che all’estero viene già commercializzato come prodotto di IV gamma. Inoltre, alcune aziende italiane hanno cominciato a proporlo come pianta aromatica, commercializzandolo in vaso, in modo analogo ad altre specie orticole come basilico e prezzemolo. Il suo impiego gastronomico è interessante sia per la sua componente aromatica, sia per l’azione colorante soprattutto dopo disidratazione.
Poiché sul mercato non sono presenti prodotti a base di finocchio marino disidratato, i ricercatori dell’Università di Bari Aldo Moro e del Consiglio Nazionale Ricerche hanno confrontato differenti metodi per realizzare un prodotto in polvere. La sperimentazione, effettuata in collaborazione tra l’Istituto di Scienze delle finocchio_marino_3Produzioni Alimentari del CNR di Bari ed il Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università
degli studi di Bari Aldo Moro ha previsto il confronto tra essiccamento ad aria calda, liofilizzazione, essiccamento a micro-onde ed una combinazione di questi metodi.
I risultati della ricerca evidenziano come in base al metodo di disidratazione utilizzato si ha un prodotto finale con caratteristiche diverse e quindi con differenti destinazioni d’uso, in virtù della capacità di fornire un aroma deciso e una spiccata azione colorante. Ad esempio, qualora l’obiettivo culinario fosse l’ottenimento di un alimento di colore verde, che oltre a colpire per l’aspetto cromatico sia distinguibile per l’aroma non invasivo ma persistente, sarebbe preferibile optare per il prodotto liofilizzato o essiccato nel micro-onde. Il finocchio marino essiccato mediante aria calda, invece, sarà da preferire nei casi in cui si ricerchi un sapore più deciso per primi e secondi piatti.
finocchio_marino2Le differenti tipologie di finocchio marino disidratato potrebbero essere impiegate per la formulazione di nuovi mix di spezie ed erbe aromatiche, specifici per pesce, carni, ecc., permettendo anche di ridurre l’aggiunta di sale grazie al naturale gusto sapido di questa specie spontanea.

Nota: Sono prodotti di IV gamma le verdure e gli ortofrutticoli freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità finalizzati a garantirne la sicurezza igienica e la valorizzazione, seguendo le buone pratiche di lavorazione. Pertanto, si definiscono prodotti ortofrutticoli di IV gamma la frutta, la verdura e, in generale, gli ortaggi freschi, a elevato contenuto di servizio, confezionati e pronti per il consumo (AIIPA).

Pubblicato da: fitonews | 31 gennaio 2017

Il Cedro del Libano e la pelle…

cedrus_libani Cedrus libani M.G.1DH , il gemmoderivato ottenuto dai giovani getti del Cedrus libani Richard  (Cedro del Libano) è considerato il rimedio delle dermatosi cheratosiche, di quelle lichenificate, della cute disidratata, dell’anidrosi, ecc. Anche l’invecchiamento cutaneo è una valida indicazione per la sua prescrizione, in particolare per trattare il prurito sine materia che si manifesta soprattutto nella cute secca e mal vascolarizzata dell’anziano. Utile il suo impiego anche in caso di eczema, psoriasi e dermatosi psoriasiformi. Ulteriori e recenti indicazioni sono rappresentate dalla secchezza oculare dove la mancanza di lacrimazione irrita l’occhio fine a provocare ulcerazioni, e dalle forme sclerodermiche localizzate alle dita e al palmo delle mani, manuale gemmoterapiacaratterizzate da profonde e dolorose fissurazioni. In caso di concomitante forma allergica si può abbinare Ribes nigrum M.G.1DH, mentre in caso di eczema cheratosico con sovrinfezione batterica il gemmoterapico che può affiancare Cedrus libani M.G.1DH è Juglans regia M.G.1DH. Posologia: Cedrus libani M.G.1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente,  1-2 volte al dì

(tratto da : Campanini E., 2005, Manuale pratico di Gemmoterapia, Tecniche Nuove, Milano)

 

 

Pubblicato da: fitonews | 26 gennaio 2017

I giovani getti del lampone e la menopausa….

lamponeIl gemmoderivato Rubus idaeus G.1DH (ottenuto dai giovani getti del lampone) presenta un’organotropismo elettivo nei confronti dall’apparato genitale femminile e dell’asse ipofisi-ovaio (Brigo,1997) quale  regolatore della funzione ovarica. Scrivono Tétau e Scimeca: “Insistiamo sul fatto che Vaccinium vitis idaea e Rubus idaeus sono i due grandi gemmoterapici della donna in menopausa e che dovranno essere presi a partire da questo periodo in modo molto regolare”. A livello del sistema nervoso manifesta infine proprietà decontratturanti e antispasmodiche che contribuiscono a rispristinare il riequilibrio cover geriatrianeurovegetativo. Posologia: Rubus incana M.G.1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente,  1-2 volte al dì.
Può essere associato a:
Rubus fructicosus M.G.1DH → nel trattamento complementare del fibroma uterino
Ribes nigrum M.G.1DH → nel trattamento complementare delle cisti ovariche
Ilex aquifolium M.G.1DH e Betula verrucosa M.G.1DH →nel trattamento complementare della mastopatia fibrocistica.

(testo tratto da Campanini E., Biondo S., 2011, Terapie complementari in Geriatria, Tecniche Nuove)

 

 

 

Pubblicato da: fitonews | 22 gennaio 2017

Carpinus betulus MG1DH e la tosse secca….

carpinus_betulus_Le gemme del Carpinus betulus L.  (Carpino bianco) rappresentano medicamento delle alte vie respiratorie (seni paranasali, rinofaringe) si caratterizzano per uno spiccato organotropismo nei confronti della mucosa sinusale. Manifestano, inoltre, attività antispasmodica e antitussiva. Trovano pertanto indicazione nella terapia delle sinusiti e nelle forme infiammatorie a livello dell’apparato respiratorio  quando prevale   tosse secca e stizzosa (rinofaringiti, tracheiti, bronchiti).
Posologia: Carpinus betulus M.G.1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì.

Tratto da: Campanini E.,2005, Manuale pratico di Gemmoterapia, Tecniche cover-gemmoNuove, Milano ; 2° edizione

Pubblicato da: fitonews | 19 gennaio 2017

Pelargonium sidoides: una pianta dall’Africa….

pelargonium-bronchitePelargonium sidoides  è una varietà di Geranio, appartenente alla famiglia  delle Geraniaceae, che cresce nella regione sud-orientale del Sud Africa ed è conosciuta con il nome “Umckaloabo”.  Dalle sue radici  tuberose si ottiene un estratto (classificato come EPs 7630)  a cui viene attribuita un’azione antibatterica, espettorante e immunostimolante. La pianta è, pertanto, impiegata nel trattamento delle malattie acute a carico dell’ apparato respiratorio (Acute Respiratory Infections – ARIs).
I risultati di uno studio clinico (2008) che ha coinvolto 217 pazienti adulti, ha evidenziato come l’ estratto della pianta (EPS 7630: 30 gocce 3 volte al dì per 7 giorni) sia risultato più efficace del placebo nel trattamento della bronchite acuta, con una più rapida remissione dei sintomi correlati. I pazienti che seguivano la terapia con estratto di Pelargonium hanno dimostrato, infatti, un netto miglioramento dei sintomi principali: tosse, espettorato, raucedine, mal di testa, affaticamento e febbre. La terapia è stata ben tollerata e non

Pelargonium sidoides (Umckaloabo, root and flower)

Pelargonium sidoides (Umckaloabo, root and flower)

sono state osservate reazioni avverse gravi. Altri Autori segnalano che l’impiego precoce “all’esordio dei segni di infezione respiratoria, riduce o risolve più rapidamente i sintomi, riduce il rischio di sovrainfezione batterica, permette un più rapido recupero funzionale, riduce l’impiego di altri farmaci, specie di antibiotici.”
EMA (European Medicines Agency) ne riconosce l’impiego  nel trattamento sintomatico del raffreddore comune.
Per quanto riguarda il meccanismo d’azione viene segnalato che “mediante HPLC l’estratto di P. sidoides è stato analizzato in dettaglio, definendo i suoi composti principali (polifenoli, derivati cumarinici, acido gallico) singolarmente dotati di azione antibatterica diretta, e, come fitocomplesso, in grado di stimolare il sistema macrofagico potenziandone le capacità fagocitiche, aumentando la produzione di ossido nitrico (NO), citochine e linfochine con azione antinfiammatoria, stimolando i meccanismi di citoprotezione impedendo l’adesione e la penetrazione dei virus nelle cellule dell’organismo”.
Mentre una metanalisi della Cochrane Review pubblicata nel 2008 confermava  l’efficacia della pianta,  una metanalisi successiva, pubblicata nel 2013, pur confermandone l’efficacia, evidenzia come la qualità complessiva dosagedelle prove sia risultata bassa (bronchite acuta) o molto bassa (sinusite acuta e raffreddore comune)e come non siano stati identificati dati affidabili sul trattamento per altre ARIs.
Avvertenze: L’uso della pianta viene sconsigliato in gravidanza, allattamento, in caso di patologie a carico renale, cardiaco ed epatico, nelle turbe della coagulazione e in caso di ipertensione. AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)segnala che la pianta non deve essere somministrato ai bambini di età inferiore a 12 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza ed efficacia. EMA (Europeam Medicines Agency) ne riconosce, invece,  l’impiego  a partire dai 6  anni di età.
Curiosità: pianta originaria del sud Africa, il nome Umckaloabo ha la sua origine in due parole Zulu distinte – “umkhuhlane” che indica malattie associate a febbre e tosse, e “uhlabo“, che indica il dolore al torace.

Pubblicato da: fitonews | 24 dicembre 2016

AUGURI DI BUONE FESTE !

NATALE

Tanti auguri di Buone Feste a tutti i frequentatori del mio blog !!!

Pubblicato da: fitonews | 19 dicembre 2016

I giovani germogli di Rosmarino…

rosmarinoIl gemmoderivato (Rosmarinus officinalis MG1DH) , ottenuto dai giovani germogli di Rosmarinus officinalis, è segnalato sia come stimolante della corteccia surrenale sia per una valida azione antisenescente: ne viene indicato, pertanto, l’impiego nell’andropausa e  nella menopausa, ove oltre a contribuire a rallentare i processi aterosclerotici, a migliorare  i processi mnemonici (stimola l’attività cerebrale), può contribuire indirettamente a migliorare l’attività sessuale grazie alle proprietà tonico-stimolanti. I giovani getti inoltre hanno dimostrato, in vitro, attività antiradicalica nettamente superiore rispetto alla pianta adulta. Rosmarinus officinalis M.G1DH manifesta, inoltre, geriatriauna interessante  attività coleretica ed epatoprotettiva. Posologia: Rosmarinus officinalis M.G.1DH, 30-50 gocce diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2  volte al dì.

 

(Tratto da: Campanini E., Biondo S., 2011,Terapie complementari in geriatria, Tecniche Nuove, Milano)

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