Pubblicato da: fitonews | 19 febbraio 2018

Gli omega-3 e il fumo

I ricercatori sono concordi nell’affermare che i fumatori presentano concentrazioni ematiche ridotte in sostanze antiossidanti e in altri preziosi principi come  vitamina C, zinco, calcio, acido folico, beta-carotene, vitamina E, ecc.Viene raccomandata pertanto una dieta ricca in frutta, verdura e pesce (salmone, tonno, pesce azzurro come sgombri, sardine, ecc.) L’American Heart Association (AHA) raccomanda di consumare pesce (preferibilmente azzurro – ricco di omega-3) almeno due volte alla settimana.Uno studio condotto su fumatori è giunto alla conclusione che l’assunzione di adeguate quantità di acidi grassi essenziali omega-3 può ridurre i danni fisici provocati dal fumo. Questa ricerca ha  analizzato gli effetti a seguito di un’assunzione giornaliera di acidi grassi omega-3 (2g) da parte di fumatori, per un periodo di quattro settimane. Dopo il periodo di follow-up i partecipanti hanno mostrato di aver ottenuto benefici a livello del sistema cardiovascolare (maggiore elasticità parete arterie, ecc.): «Questi risultati suggeriscono che gli acidi grassi omega-3 inibiscono gli effetti negativi del fumo sulla funzione arteriosa, che è un indipendente marcatore prognostico di rischio cardiovascolare. Gli effetti cardioprotettivi degli acidi grassi omega-3 sembrano essere dovuti a una sinergia tra i molteplici, complessi meccanismi, che coinvolgono gli effetti antinfiammatori e anti-aterosclerotici.» (World Heart Federation, 20/04/012). Fonti vegetali di omega-3 sono: semi ed olio di lino, noci e cereali, soia, ecc.
 

Annunci
Pubblicato da: fitonews | 6 febbraio 2018

Calendula e invecchiamento cutaneo

In Fitoterapia Calendula officinalis L. (Calendula) è la pianta d’elezione per il benessere della pelle. Alla pianta sono riconosciute funzionalità emollienti, lenitive, rinfrescanti e riepitelizzanti (uso topico): il suo impiego è volto soprattutto a trattare pelli secche, delicate e facilmente arrossabili.  Grazie a tali caratteristiche Calendula officinalis è indubbiamente la pianta che maggiormente può accompagnare la pelle nel suo invecchiamento in quanto contribuirà a migliorare l’elasticità e il trofismo cutaneo, rendendo la pelle più resistente agli insulti meccanici. Le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie (saponine triterpeniche, flavonoidi, carotenoidi, ecc.) proteggono inoltre la pelle nei confronti dei danni ossidativi prodotti dalle radiazioni solari. Uno studio di laboratorio ha dimostrato che l’applicazione di  calendula a cavie esposte ai raggi UV-B, ha permesso di ridurre gli effetti negativi sulla pelle (diminuzione stress ossidativo). Avvertenze: Il suo uso non dà luogo a fenomeni irritativi a meno che non vi sia un’allergia alla famiglia delle Asteraceae.Formulazioni: Oleolito, crema, pomata o unguento (2% – 5% -10% )

Pubblicato da: fitonews | 25 gennaio 2018

A proposito di sindrome premestruale e dismenorrea…

L’olio ottenuto dai semi di Oenothera biennis L., Borago officinalis L., Linum usitatissimum L. e Ribes nigrum L.. rappresenta una fonte significativa di acido γ-linolenico e linoleico che, oltre a numerose proprietà (riduzione colesterolemia totale, azione eudermica, ecc.), possiede spiccate proprietà antinfiammatorie grazie alle quali è in grado di contrastare ed alleviare la sindrome premestruale e la dismenorrea. Per quanto riguarda Borago officinalis si ricorda che i semi non contengono alcaloidi pirrolozidinici (epatotossici) presenti invece nelle altre parti della pianta. Posologia:  1-2 perle (500 mg) al dì per almeno 3 mesi. Se ne consiglia l’assunzione nella seconda metà ciclo.

Pubblicato da: fitonews | 18 gennaio 2018

Gemmoterapia e sinusite: un aiuto dalla natura

Juglans regia G.1DH: Le gemme del Noce manifestano proprietà antinfettive ed antinfiammatorie: attive contro lo stafilococco e lo streptococco e nei confronti dei germi che si sviluppano a livello delle mucose, la prescrizione di Juglans regia M.G.1DH risulterà indicata  nel trattamento di angine, tracheo-bronchiti, otiti e sinusiti. In quest’ultimo caso può essere affiancato da Carpinus betulus M.G.1DH, gemmoterapico che presenta un organotropismo mirato nei confronti dei seni paranasali. Ribes nigrum M.G.1DH viene prescritto per la spiccata attività antiflogistica e antiallergica. Alnus glutinosa M.G.1DH risulta efficace nelle sindromi infiammatorie mu­cose in fase suppurativa.
Posologia: Juglans regia M.G.1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì

Pubblicato da: fitonews | 23 dicembre 2017

Auguri!!!

Tanti auguri di Buone Feste a tutti i frequentatori del mio blog !!!

La Sindrome dell’Intestino Irritabile(SII), conosciuta in passato  come Colon Irritabile (CI), rientra tra i disordini funzionali dell’apparato gastrointestinale.  Ne è affetta circa il 15-20% della popolazione occidentale:  si tratta infatti di  una patologia molto frequente nei paesi industrializzati. Incide prevalentemente nella seconda e terza decade di vita e si riduce gradualmente con il progredire dell’età. Colpisce in prevalenza le  donne. Le alterazioni della motilità intestinale, alla base di tale patologia, si manifestano con aumento del transito intestinale nella variante diarroica (SII con diarrea predominante)  e rallentamento nella variante stitica (SII con costipazione predominante). Spesso sono presenti, oltre ad un importante meteorismo, flatulenza, borborigmi, eruttazioni e dispepsia,  anche sintomi extraintestinali quali fibromialgia, cefalea, astenia, ecc.  L’eziologia è multifattoriale per cui la terapia non potrà essere solamente sintomatica ma sarà volta a modificare quegli atteggiamenti o situazioni che hanno portato alla genesi della malattia: dall’alimentazione scorretta ai fattori di stress.  In Fitoterapia, le  piante medicinali prescritte per il trattamento sintomatico generalmente sono scelte fra quelle che la pratica clinica ha dimostrato essere particolarmente efficaci nel trattamento di tale sindrome: piante medicinali ricche in mucillagine (Plantago ovata, Plantago psyllium, Linum usitatissimum, Althaea officinalis, ecc.) e ad azione antispasmodica, antiflogistica (Matricaria recutita, Mentha x piperita, Foeniculum vulgare, Anethum graveolens, Alchemilla vulgaris, Satureja montana, ecc.) e di riequilibrio neurovegetativo (Valeriana officinalis,Eschscholtzia californica, Melissa officinalis, Passiflora incarnata,ecc.). Anche la Gemmoterapia offre un valido aiuto nel trattamento di questa sindrome: di grande interesse terapeutico risulta essere, infatti, l’utilizzo del gemmoderivato ottenuto dai giovani getti di Vaccinium vitis idaea L., il mirtillo rosso, considerato il rimedio specifico di tutti i disturbi che interessano il co­lon (intestino irritabile, colite spastica, meteorismo, ecc.). Posologia: Vaccinium vitis idaea M.G.1DH, 50 gocce, diluite in acqua,  15 minuti prima dei pasti principali. Valida risulta la contemporanea prescrizione Tilia tomentosa M.G.1DH: fra i gemmoderivati, risulta sicuramente il rimedio più interessante da utilizzare, in tutte le età della vita, nel trattamento dei disturbi legati alla sfera emozionale (sindrome ansiosa, ecc.), in caso di stress  e nelle molteplici espressioni della distonia neurovegetativa in virtù delle ormai dimostrate proprietà spasmolitiche e sedative. Posologia: Tilia tomentosa M.G.1DH 20-50 gocce, diluite in acqua,   al risveglio e prima di coricarsi
In Omeopatia fra i medicinali ad azione sintomatica si segnalano in particolare: Carbo vegetabilis (meteorismo sopraombelicale (e gastrico) con intolleranza ai cibi grassi e all’alcol);  China (meteorismo diffuso, diarrea cronica, ipostenia da perdita di liquidi, miglioramento con la pressione forte e l’emissione di gas); Magnesia phosphorica e Colocynthis (forti dolori colici crampiformi, stipsi alternata a diarrea, peggioramento con il freddo, miglioramento con la pressione, con  il calore e piegandosi in avanti); Ignatia amara (alvo alterno con spasmi, ansia, stress;   ecc. Posologia: diluizioni medie (7-9 CH), 5 granuli 1-2 volte al dì, 30 minuti-1 ora prima dei pasti.

(Per approfondimenti vedi: Campanini E., 2017, Fitoterapia, Gemmoterapia, Omeopatia, Impiego terapeutico per un approccio integrato, Tecniche Nuove, Milano)

Pubblicato da: fitonews | 23 novembre 2017

Le noci e il cuore

“Finora in molti le avevano guardate con un po’ di sospetto per il contenuto calorico e di grassi. Ora i ricercatori dell’Università di Harvard hanno scoperto che solo pochi porzioni di noci o di arachidi alla settimana possono aiutare a mantenere sano il nostro cuore. I risultati pubblicati il 13 novembre nel Journal of the American College of Cardiology hanno analizzato i dati di più di 210.000 professionisti della sanità (la maggioranza delle quali erano infermiere donne) per più di 32 anni.
Rispetto a coloro che non mangiano mai o quasi mai la frutta secca, quelli che hanno mangiato circa 20 grammi di noci cinque o più volte alla settimana avevano un rischio di malattia cardiovascolare minore del 14% (con rischio i ricercatori intendono un attacco cardiaco o ictus o morte per malattie cardiovascolari), il 20 per cento ha visto ridotto il rischio di malattie cardiache coronariche (infarto o ictus fatale o non fatale) durante il periodo di studio.
Le raccomandazioni nazionali sono quella di mangiare da 100 a 200 grammi a settimana di noci“, dice l’autore principale dello studio, Marta Guasch-Ferré, Ph.D., un ricercatore della sezione nutrizionale del Harvard T.H. Chan School of Public Health. “I nostri risultati si adattano bene a quel consiglio, mostrando molti vantaggi associati al consumo di cinque o più porzioni”.
I risultati sono ovviamente legati alle sostanze nutritive contenute dalla frutta secca, ricca di grassi insaturi (quelli dalle proprietà protettive del cuore), come l’acido oleico e gli acidi grassi polinsaturi (trovati nelle noci e nei semi di girasole). Noci e arachidi sono anche ricche di carboidrati complessi, fibre, proteine, minerali come il calcio e il magnesio, tocoferoli (una forma di vitamina E), polifenoli (nutrienti noti per le loro proprietà antiossidanti) e fitosteroli, composti vegetali simili in struttura a colesterolo ma in grado di ridurlo nel nostro organismo.
Le noci possono essere particolarmente utili al cuore perché sono una ricca fonte di acidi alfa-linoleici, un tipo di acido grasso omega-3 che protegge contro le malattie cardiache il colesterolo e l’innalzamento della pressione sanguigna.
Che si tratti di alimenti da inserire comunemente nella dieta è, insomma, una convinzione generale degli esperti di alimentazione. Magari variando. Mandorle e nocciole, per esempio, sono più ricche di acidi grassi monoinsaturi mentre le noci sono più alte negli acidi grassi polinsaturi (Omega-3s). Da Freshplaza.it, 16/11/2017″

Tratto da: Georgofili.info

Pubblicato da: fitonews | 15 novembre 2017

Grindelia e la tosse…

La Commissione E del BfArM indica l’uso di Grindelia robusta Nutt. (Grindelia), pianta medicinale appartenente alla famiglia delle Asteraceae, nel trattamento delle infiammazioni a carico delle vie aeree superiori.
Grindelia robusta
Nutt., rientra, come bechica ed espettorante, nella composizione di formulazioni atte a curare bronchiti catarrali acute, e per alleviare le crisi di asma. Risulta efficace nel trattamento della pertosse. I principi contenuti nella resina vengono eliminati in buona parte attraverso il filtro renale: la Grindelia, pertanto, veniva impiegata in passato anche nel trattamento di cistiti catarrali croniche. Esistono segnalazioni (non verificate) inerenti possibili proprietà cardiotoniche della pianta di tipo digitalico. Per uso esterno veniva impiegata come antiinfiammatorio.
Avvertenze: a dosaggi elevati si può avere irritazione gastrica e renale. Raramente possono comparire in soggetti predisposti reazioni allergiche.

 

Pubblicato da: fitonews | 12 ottobre 2017

BETULA VERRUCOSA – semi- M.G. 1DH, un aiuto per la memoria….

BETULA VERRUCOSA – semi- M.G. 1DH

Il gemmoderivato ottenuto dai semi  della Betula verrucosa Ehrhart  (Betula alba L. ) presenta azione tonico stimolante generale ed in particolare manifesta  un’influenza positiva a livello delle funzioni cognitive quali memoria e concentrazione. Il gemmoderivato è indicato anche nella neurastenia da affaticamento intellettuale: la sua prescrizione risulterà preziosa, ad esempio, durante la preparazione di esami, concorsi, ecc. in quanto contribuisce a facilitare le funzioni intellettive. Si segnala, inoltre, un blando effetto antidepressivo che, unitamente al miglioramento delle funzioni cognitive, lo rende un gemmoderivato particolarmente adatto anche alla senescenza. La sua azione può essere modulata e rinforzata dalla contemporanea prescrizione di altri gemmoderivati o piante medicinali opportunamente scelte in base alle caratteristiche individuali del paziente. Alcuni esempi: Tilia tomentosa M.G. 1DH per limitare la componente ansiosa, Crataegus oxyacantha M.G. 1DH per controllare l’eretismo cardiaco, Quercus peduncolata M.G. 1DH per contrastare l’astenia sessuale, Ficus carica M.G. 1DH  quando alla base del disturbo vi è sicuramente una componente psicosomatica, Sequoia gigantea M.G. 1DH nell’anziano. Posologia: Betula verrucosa semi M.G.1DH: 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì.

Controindicazioni: Al momento attuale non segnalate. Come per tutte le preparazioni alcoliche, l’uso  è sconsigliato in caso di epatopatie. Avvertenze: I soggetti sensibili alla glicerina (una delle sostanze che costituiscono il solvente)possono manifestare reazioni allergiche( sensazioni di malessere, vampate di calore, senso di oppressione a livello del capo): sospendere il trattamento. Gravidanza e allattamento:Uso compatibile (prescrizione medica)

Pubblicato da: fitonews | 12 settembre 2017

Il Tasso barbasso e le sue virtù terapeutiche…

Il Tasso barbasso o verbasco (Verbascum thapsus L.) fa parte delle specie pettorali (verbasco, malva, rosolaccio, altea, antennaria, violetta). I fiori rientrano infatti nelle formulazioni di tisane bechiche e pettorali. Oltre alle specifiche attività pettorali, la pianta esercita un blando effetto sedativo (flavonoidi) utile per favorire la distensione e il sonno.
Viene tradizionalmente impiegata nel trattamento sintomatico delle patologie infiammatorie a carico dell’apparato respiratorio, in virtù dell’azione mucolitica e induttrice della motilità ciliare delle mucose, per l’azione emolliente e sedativa svolta dalle mucillagini (effetto ricoprente e protettivo degli epiteli) e per  le proprietà espettoranti delle saponine. Ai flavonoidi (luteolina e apigenina) si deve, oltre all’azione antinfiammatoria e antispasmodica, quella antiallergica. Gli iridoidi sono responsabili della proprietà antiflogistica, antimicrobica e antiallergica: l’aucubina, che si trova soprattutto nella foglia, sarebbe utile nella bronchite cronica asmatiforme. La presenza di saponine e flavonoidi attribuisce al verbasco anche proprietà diuretiche e blandamente sedative. L’azione sfiammante e antalgica inoltre rende la pianta indicata nelle infiammazioni a carico della mucosa intestinale.
Il tasso barbasso si segnala in campo dermatologico (uso esterno) per le proprietà addolcenti, antipruriginose e come antalgico e vulnerario nel trattamento di emorroidi, affezioni della bocca, scottature, punture di insetti, geloni, ecc. In oftalmologia vengono consigliati colliri a base di verbasco per il trattamento di congiuntiviti allergiche .

Curiosità:
Santa Ildegarda di Bingen (XII sec.) la considerava un rimedio infallibile nel trattamento della raucedine e della tristezza:
“… e chi ha il cuore debole e triste cuocia il verbasco con la carne o con il pesce o anche con le frittelle, senza altre erbe, e ne mangi spesso e rafforzerà il suo cuore e lo renderà lieto. Ma anche chi è rauco di voce e in gola e chi ha dolori al petto faccia bollire verbasco e finocchio in ugual peso in un buon vino, lo filtri attraverso un panno e ne beva spesso e riacquisterà la voce e il petto guarirà.”

(Tratto da. Campanini E., 2013, Piante medicinali in Fitoterapia e Omeopatia, Tecniche Nuove, Milano)

 

 

 

Older Posts »

Categorie