Pubblicato da: fitonews | 1 febbraio 2017

Il finocchio marino…in cucina

Articolo pubblicato da Georgofili INFO (01 Febbraio 2017)

finocchio-marino” Il finocchio marino (Crithmum maritimum L.) è una pianta erbacea perenne, afferente alla famiglia delle Apiaceae, che cresce spontaneamente lungo i litorali sabbiosi e le coste rocciose del Mediterraneo, nonché lungo le coste atlantiche della Francia e del Regno Unito. Possiede pregevoli caratteristiche organolettiche e nutrizionali, determinate da diverse sostanze chimiche. Il finocchio marino può essere considerato un ortaggio emergente, che all’estero viene già commercializzato come prodotto di IV gamma. Inoltre, alcune aziende italiane hanno cominciato a proporlo come pianta aromatica, commercializzandolo in vaso, in modo analogo ad altre specie orticole come basilico e prezzemolo. Il suo impiego gastronomico è interessante sia per la sua componente aromatica, sia per l’azione colorante soprattutto dopo disidratazione.
Poiché sul mercato non sono presenti prodotti a base di finocchio marino disidratato, i ricercatori dell’Università di Bari Aldo Moro e del Consiglio Nazionale Ricerche hanno confrontato differenti metodi per realizzare un prodotto in polvere. La sperimentazione, effettuata in collaborazione tra l’Istituto di Scienze delle finocchio_marino_3Produzioni Alimentari del CNR di Bari ed il Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università
degli studi di Bari Aldo Moro ha previsto il confronto tra essiccamento ad aria calda, liofilizzazione, essiccamento a micro-onde ed una combinazione di questi metodi.
I risultati della ricerca evidenziano come in base al metodo di disidratazione utilizzato si ha un prodotto finale con caratteristiche diverse e quindi con differenti destinazioni d’uso, in virtù della capacità di fornire un aroma deciso e una spiccata azione colorante. Ad esempio, qualora l’obiettivo culinario fosse l’ottenimento di un alimento di colore verde, che oltre a colpire per l’aspetto cromatico sia distinguibile per l’aroma non invasivo ma persistente, sarebbe preferibile optare per il prodotto liofilizzato o essiccato nel micro-onde. Il finocchio marino essiccato mediante aria calda, invece, sarà da preferire nei casi in cui si ricerchi un sapore più deciso per primi e secondi piatti.
finocchio_marino2Le differenti tipologie di finocchio marino disidratato potrebbero essere impiegate per la formulazione di nuovi mix di spezie ed erbe aromatiche, specifici per pesce, carni, ecc., permettendo anche di ridurre l’aggiunta di sale grazie al naturale gusto sapido di questa specie spontanea.

Nota: Sono prodotti di IV gamma le verdure e gli ortofrutticoli freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità finalizzati a garantirne la sicurezza igienica e la valorizzazione, seguendo le buone pratiche di lavorazione. Pertanto, si definiscono prodotti ortofrutticoli di IV gamma la frutta, la verdura e, in generale, gli ortaggi freschi, a elevato contenuto di servizio, confezionati e pronti per il consumo (AIIPA).

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Pubblicato da: fitonews | 31 gennaio 2017

Il Cedro del Libano e la pelle…

cedrus_libani Cedrus libani M.G.1DH , il gemmoderivato ottenuto dai giovani getti del Cedrus libani Richard  (Cedro del Libano) è considerato il rimedio delle dermatosi cheratosiche, di quelle lichenificate, della cute disidratata, dell’anidrosi, ecc. Anche l’invecchiamento cutaneo è una valida indicazione per la sua prescrizione, in particolare per trattare il prurito sine materia che si manifesta soprattutto nella cute secca e mal vascolarizzata dell’anziano. Utile il suo impiego anche in caso di eczema, psoriasi e dermatosi psoriasiformi. Ulteriori e recenti indicazioni sono rappresentate dalla secchezza oculare dove la mancanza di lacrimazione irrita l’occhio fine a provocare ulcerazioni, e dalle forme sclerodermiche localizzate alle dita e al palmo delle mani, manuale gemmoterapiacaratterizzate da profonde e dolorose fissurazioni. In caso di concomitante forma allergica si può abbinare Ribes nigrum M.G.1DH, mentre in caso di eczema cheratosico con sovrinfezione batterica il gemmoterapico che può affiancare Cedrus libani M.G.1DH è Juglans regia M.G.1DH. Posologia: Cedrus libani M.G.1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente,  1-2 volte al dì

(tratto da : Campanini E., 2005, Manuale pratico di Gemmoterapia, Tecniche Nuove, Milano)

 

 

Pubblicato da: fitonews | 26 gennaio 2017

I giovani getti del lampone e la menopausa….

lamponeIl gemmoderivato Rubus idaeus G.1DH (ottenuto dai giovani getti del lampone) presenta un’organotropismo elettivo nei confronti dall’apparato genitale femminile e dell’asse ipofisi-ovaio (Brigo,1997) quale  regolatore della funzione ovarica. Scrivono Tétau e Scimeca: “Insistiamo sul fatto che Vaccinium vitis idaea e Rubus idaeus sono i due grandi gemmoterapici della donna in menopausa e che dovranno essere presi a partire da questo periodo in modo molto regolare”. A livello del sistema nervoso manifesta infine proprietà decontratturanti e antispasmodiche che contribuiscono a rispristinare il riequilibrio cover geriatrianeurovegetativo. Posologia: Rubus incana M.G.1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente,  1-2 volte al dì.
Può essere associato a:
Rubus fructicosus M.G.1DH → nel trattamento complementare del fibroma uterino
Ribes nigrum M.G.1DH → nel trattamento complementare delle cisti ovariche
Ilex aquifolium M.G.1DH e Betula verrucosa M.G.1DH →nel trattamento complementare della mastopatia fibrocistica.

(testo tratto da Campanini E., Biondo S., 2011, Terapie complementari in Geriatria, Tecniche Nuove)

 

 

 

Pubblicato da: fitonews | 22 gennaio 2017

Carpinus betulus MG1DH e la tosse secca….

carpinus_betulus_Le gemme del Carpinus betulus L.  (Carpino bianco) rappresentano medicamento delle alte vie respiratorie (seni paranasali, rinofaringe) si caratterizzano per uno spiccato organotropismo nei confronti della mucosa sinusale. Manifestano, inoltre, attività antispasmodica e antitussiva. Trovano pertanto indicazione nella terapia delle sinusiti e nelle forme infiammatorie a livello dell’apparato respiratorio  quando prevale   tosse secca e stizzosa (rinofaringiti, tracheiti, bronchiti).
Posologia: Carpinus betulus M.G.1DH, 30-50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì.

Tratto da: Campanini E.,2005, Manuale pratico di Gemmoterapia, Tecniche cover-gemmoNuove, Milano ; 2° edizione

Pubblicato da: fitonews | 19 gennaio 2017

Pelargonium sidoides: una pianta dall’Africa….

pelargonium-bronchitePelargonium sidoides  è una varietà di Geranio, appartenente alla famiglia  delle Geraniaceae, che cresce nella regione sud-orientale del Sud Africa ed è conosciuta con il nome “Umckaloabo”.  Dalle sue radici  tuberose si ottiene un estratto (classificato come EPs 7630)  a cui viene attribuita un’azione antibatterica, espettorante e immunostimolante. La pianta è, pertanto, impiegata nel trattamento delle malattie acute a carico dell’ apparato respiratorio (Acute Respiratory Infections – ARIs).
I risultati di uno studio clinico (2008) che ha coinvolto 217 pazienti adulti, ha evidenziato come l’ estratto della pianta (EPS 7630: 30 gocce 3 volte al dì per 7 giorni) sia risultato più efficace del placebo nel trattamento della bronchite acuta, con una più rapida remissione dei sintomi correlati. I pazienti che seguivano la terapia con estratto di Pelargonium hanno dimostrato, infatti, un netto miglioramento dei sintomi principali: tosse, espettorato, raucedine, mal di testa, affaticamento e febbre. La terapia è stata ben tollerata e non

Pelargonium sidoides (Umckaloabo, root and flower)

Pelargonium sidoides (Umckaloabo, root and flower)

sono state osservate reazioni avverse gravi. Altri Autori segnalano che l’impiego precoce “all’esordio dei segni di infezione respiratoria, riduce o risolve più rapidamente i sintomi, riduce il rischio di sovrainfezione batterica, permette un più rapido recupero funzionale, riduce l’impiego di altri farmaci, specie di antibiotici.”
EMA (European Medicines Agency) ne riconosce l’impiego  nel trattamento sintomatico del raffreddore comune.
Per quanto riguarda il meccanismo d’azione viene segnalato che “mediante HPLC l’estratto di P. sidoides è stato analizzato in dettaglio, definendo i suoi composti principali (polifenoli, derivati cumarinici, acido gallico) singolarmente dotati di azione antibatterica diretta, e, come fitocomplesso, in grado di stimolare il sistema macrofagico potenziandone le capacità fagocitiche, aumentando la produzione di ossido nitrico (NO), citochine e linfochine con azione antinfiammatoria, stimolando i meccanismi di citoprotezione impedendo l’adesione e la penetrazione dei virus nelle cellule dell’organismo”.
Mentre una metanalisi della Cochrane Review pubblicata nel 2008 confermava  l’efficacia della pianta,  una metanalisi successiva, pubblicata nel 2013, pur confermandone l’efficacia, evidenzia come la qualità complessiva dosagedelle prove sia risultata bassa (bronchite acuta) o molto bassa (sinusite acuta e raffreddore comune)e come non siano stati identificati dati affidabili sul trattamento per altre ARIs.
Avvertenze: L’uso della pianta viene sconsigliato in gravidanza, allattamento, in caso di patologie a carico renale, cardiaco ed epatico, nelle turbe della coagulazione e in caso di ipertensione. AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)segnala che la pianta non deve essere somministrato ai bambini di età inferiore a 12 anni a causa della mancanza di dati sulla sicurezza ed efficacia. EMA (Europeam Medicines Agency) ne riconosce, invece,  l’impiego  a partire dai 6  anni di età.
Curiosità: pianta originaria del sud Africa, il nome Umckaloabo ha la sua origine in due parole Zulu distinte – “umkhuhlane” che indica malattie associate a febbre e tosse, e “uhlabo“, che indica il dolore al torace.

Pubblicato da: fitonews | 24 dicembre 2016

AUGURI DI BUONE FESTE !

NATALE

Tanti auguri di Buone Feste a tutti i frequentatori del mio blog !!!

Pubblicato da: fitonews | 19 dicembre 2016

I giovani germogli di Rosmarino…

rosmarinoIl gemmoderivato (Rosmarinus officinalis MG1DH) , ottenuto dai giovani germogli di Rosmarinus officinalis, è segnalato sia come stimolante della corteccia surrenale sia per una valida azione antisenescente: ne viene indicato, pertanto, l’impiego nell’andropausa e  nella menopausa, ove oltre a contribuire a rallentare i processi aterosclerotici, a migliorare  i processi mnemonici (stimola l’attività cerebrale), può contribuire indirettamente a migliorare l’attività sessuale grazie alle proprietà tonico-stimolanti. I giovani getti inoltre hanno dimostrato, in vitro, attività antiradicalica nettamente superiore rispetto alla pianta adulta. Rosmarinus officinalis M.G1DH manifesta, inoltre, geriatriauna interessante  attività coleretica ed epatoprotettiva. Posologia: Rosmarinus officinalis M.G.1DH, 30-50 gocce diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2  volte al dì.

 

(Tratto da: Campanini E., Biondo S., 2011,Terapie complementari in geriatria, Tecniche Nuove, Milano)

Pubblicato da: fitonews | 1 dicembre 2016

Le bacche di Goji…

goji-superalimentsLe bacche di Goji (Lycium barbarum e L. chinense) sono il frutto di un arbusto, originario  della Cina, appartenente alla famiglia delle  Solanaceae.
In Cina le bacche sono utilizzate da circa 2000 anni e nella Medicina  Tradizionale Cinese (MTC) viene loro attribuita la proprietà di  “nutrire il rene e il fegato“, di “umidificare il polmone” e “supplementare lo Yin.” La MTC impiega le bacche di Goji, anche in combinazione con altre piante medicinali, per proteggere il fegato e i reni, per rafforzare il sistema immunitario,  per trattare  i disturbi respiratori,  per rallentare l’invecchiamento neurologico e preservare la vista, per combattere la stanchezza, l’infertilità maschile, ecc. In Occidente  sono diventate molto popolari per  il loro contenuto in sostanze antiossidanti (polisaccaridi, in particolare) e quindi per l’ effetto protettivo nei confronti delle malattie associate allo succostress ossidativo come le malattie degenerative, cardiovascolari ecc. Sono segnalate, inoltre, come utili  per rinforzare il sistema immunitario.
Le bacche di Goji  contengono, infatti, oltre ai polisaccaridi, carotenoidi, flavonoidi, Vitamina C e A, Calcio, Ferro, proteine, zuccheri, acidi grassi essenziali, ecc. Tutto ciò ne ha fatto una sorta di panacea ma nessuno studio clinico ha finora dimostrato quegli effetti benefici “sorprendenti”  che campagne pubblicitarie ingannevoli spesso vantano. Il Dipartimento di Agricoltura Statunitense (USDA) riporta, per le bacche di Goji crude, un valore ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity,  ovvero la misurazione del potere antiossidante di un alimento)  di 3290, pertanto elevato. I piccoli frutti e molta frutta e  verdura nostrane (mirtillo, lamponi, melograno, fragole, broccoli, pomodori, cipolla, ecc.) presentano però, a loro volta, un punteggio ORAC ancora più elevato elevato:  il mirtillo nero,
goji2ad esempio, presenta un indice di  4669,  il mirtillo rosso  di 9090Attualmente gli studi (in vitro e in vivo) si sono concentrati sui proteoglicani conosciuti come “polisaccaridi del Lycium barbarum” i quali “hanno mostrato proprietà antiossidanti e alcune attività farmacologiche interessanti nel contesto delle malattie legate all’età come l’aterosclerosi e il diabete…. Tuttavia, alcune delle attività sono state rilevate solamente a concentrazioni molto elevate, e questi studi dovrebbero essere considerati con cautela.” L’indicazione è, pertanto, quella di proseguire con la ricerca, sia farmacologica che clinica, in quanto “alla luce dei dati farmacologici disponibili e della lunga tradizione di utilizzo nella medicina tradizionale cinese, L. barbarum e L. chinense certamente meritano ulteriori indagini.”(Olivier Potterat, 2010 ).
Chinese Goji Berries 2007. Image shot 2007. Exact date unknown.Le bacche di Goji essiccate possono essere consumate come tali oppure possono essere messe in acqua calda per reidratarle e quindi ammorbidirle. Possono essere aggiunte a insalate, yogurt, macedonie,ecc. Dal  frutto è anche possibile ottenere un succo.  Generalmente si consiglia l’assunzione di 10- 20 grammi al giorno, ovvero 1 o 2 cucchiai di bacche essiccate, per 3-4 settimane. Se invece si sceglie di utilizzare il succo, si consiglia di consumare  120 ml al giorno. Il valore calorico è di 98 Kcal per 28 g o 75 ml.
In questo periodo dell’anno, possono rappresentare un modo piacevole (il sapore è gradevole) per integrare la nostra dieta e affrontare al meglio l’inverno.
Avvertenze: Il frutto è privo di tossicità, ma si consiglia cautela per quanto riguarda possibili interazioni farmacologiche (Warfarin, ecc.).
Curiosità:  Nella regione autonoma di Ningxia Hui, nel nord-ovest della Cina, le bacche di Goji sono anche utilizzate per la produzione di aceto e di un elisir,  “alcoolaturo di Gouqi” o Gouqi Jiu, ottenuto dalla macerazione delle bacche in alcool bianco o  riso glutinoso fermentato.

Pubblicato da: fitonews | 11 novembre 2016

La bufala degli effetti avversi da omeopatia

Articolo tratto da Omeopatia33

La bufala degli effetti avversi da omeopatia….
di Simonetta Bernardini

homeopathie granuliDavvero interessante la lettura del lettera di Tournier et al. a commento del lavoro di Ernst e Podanski dal titolo: “Adverse effects of homeopathy: a systematic review of published case reports and case series”, apparsi entrambi sull’International Journal of Clinical Practice. Nel lavoro gli autori riportano bel 1159 casi di reazioni avverse, da medie e severe, dovute direttamente o indirettamente alla terapia omeopatica incluse quattro morti. Ma secondo Tournier et al. vale la pena di conoscere più da vicino alcuni di questi casi. Infatti, in un caso si imputa ad una cura omeopatica fatta sette anni prima (e che ha guarito con successo un caso di vertigini e problemi di cuore) la comparsa di un carcinoma vescicale per il quale, peraltro, la terapia omeopatica ha con successo corretto gli effetti avversi della terapia convenzionale che ha, per parte sua, curato con successo quel tumore. In un altro caso, anch’esso definito come un “quasi certo” effetto avverso alla terapia omeopatica, si riporta di un paziente che avrebbe sviluppato una DRESS (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms) a seguito dell’ assunzione, avvenuta ben quattro mesi e tre settimane prima dell’insorgere dei sintomi, di alcune pillole omeopatiche per dormire. Questo, nonostante che anche i dermatologi che lo hanno avuto in cura affermano di non poter credere in una correlazione tra il medicinale omeopatico e i sintomi di nuova insorgenza. Per non parlare dei casi in cui gli Autori fanno confusione tra omeopatia e piante come, ad esempio, il caso in cui si cover ultimoriporta intossicazione con Aconitum, in realtà una Tintura Madre omeopatica (come replicano gli Autori), ma pur sempre Tintura madre, oppure con Rhus Tox ancora assunta come Tintura Madre. Inoltre nessuna distinzione viene fatta tra cura omeopatica e negligenza diagnostica: in effetti, alcuni casi di reazione avversa scaturiscono piuttosto dall’errore di diagnosi e conseguentemente di cura dovute all’inesperienza del medico, piuttosto che dalla cura omeopatica in se e per se. Anche in base ad alcuni errori formali nella presentazione del lavoro, gli autori della replica concludono che il lavoro di Ernst e Podanski non può essere considerato credibile. Come dargli torto?

Int J Clin Practice, 2012, 66, (12), 1178

Per leggere l’abstract >>> cliccare qui

 

Pubblicato da: fitonews | 10 novembre 2016

Il mirtillo rosso e i suoi giovani getti…

799px-vaccinium_vitis-idaea_004Il macerato glicerico ottenuto dai giovani getti del Vaccinium vitis idaea L., il Mirtillo rosso (Vaccinium vitis idaea MG 1DH), è il medicamento specifico di tutti i disturbi che interessano il co­lon,  così come Ficus carica M.G. 1 DH lo è per lo stomaco e Tilia tomentosa M.G. 1 DH per il sistema nervoso.  Manifesta un’azione regolatrice sulla motilità del colon e di conseguenza sulla funzionalità intestinale, azione rimineralizzante e antiflogistica. L’azione regolatrice a livello della motilità  intestinale è di tipo bifasico: in caso di inerzia esplica azione stimolante e tonica, in caso di spasmo e ipertonia, si ri­vela sedativo e antispasmodico. La somministrazione di Vaccinum vitis idaea M.G. 1 DH risulta particolarmente adatto nel trattamento della sindrome 240px-vaccinium_vitis-idaea_ldell’Intestino irritabile e nella donna in menopausa  in quanto il migliorato trofismo a livello della mucosa intestinale permette un aumentato assorbimento di calcio (azione rimineralizzante: osteoporosi); sembra, inoltre, apportare un beneficio nei disturbi da carenza estrogenica, quali disturbi trofici vaginali e cutanei, alterazioni dell’umore, caldane.Oltre a queste proprietà è presente anche un’azione antinfiammatoria: tali caratteristiche ne hanno suggerito l’impiego anche nella poliartrite cronica evolutiva.La sua prescrizione, tratto comune a tutti i gemmoderivati, sembra che contribuisca ad eliminare o comunque a diminuire i livelli di acido urico, urea e colesterolo, manifestando in tal modo anche proprietà drenanti.
Posologia: Vaccinum vitis idaea  M.G.1DH: 50 gocce, diluite in acqua e sorseggiate lentamente, 1-2 volte al dì per 20 giorni al mese, cicli di 2-3 mesi.

cover-gemmo(Tratto da: Campanini Enrica, Manuale pratico di gemmoterapia, Tecniche Nuove, Milano)

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