Pubblicato da: fitonews | 8 luglio 2017

L’ippocastano e le sue virtù….

Aesculus hippocastanum L. (Ippocastano)
La pianta (semi) assicura una notevole proprietà vasoprotettiva, an­tiessudativa ed antiedemigena. L’escina (saponosidi) e i proantocianidoli, presenti nel fitocomplesso, manifestano spiccata attività antiinfiammatoria: l’escina agisce soprattutto nella fase iniziale dell’infiammazione opponendosi alla formazione dell’edema (azione antiessudatva) e normalizza la permeabilità della parete vascolare che l’infiammazione aumenta. Aesculus hippocastanum  migliora, inoltre, il tono venoso (azione venotonica e aumento contrattilità venosa). Commissione EESCOP (European Scientific Cooperative On Phytotherapy) e OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riconoscono l’efficacia dell’ ippocastano nell’alleviare i sintomi dell’insufficienza venosa, nel dolore alle gambe, pesantezza, gonfiore, crampi notturni, prurito. È consigliabile utilizzare la pianta nella prevenzione delle malattie vascolari, nella stasi venosa, nel trattamento delle emorroidi e del prurito anale, degli spasmi vascolari e nella tromboflebite (come coadiuvante), situazioni nelle quali si otterrà un sicuro e pronto miglioramento. Tali preparati vengono, inoltre, utilizzati, con efficacia in caso di dismenorrea e di congestione pelvica (prostatismo, affezioni uterine). L’Ippocastano viene impiegato anche in preparati topici atti a trattare quadri di insufficienza venolinfatica (gambe pesanti crampi, parestesie ecc.) e fragilità capillare (ecchimosi, petecchie ecc.), nel trattamento di emorroidi e varici, nel trattamento delle mialgie, delle nevralgie, del reumatismo (attivazione della circolazione sanguigna) oltre che di contusioni, lividi e distorsioni. Avvertenze: la pianta generalmente è ben tollerata e solo in rari casi si possono manifestare prurito, nausea e disturbi gastrointestinali. L’uso topico della pianta può dare luogo raramente a reazioni allergiche. Si consiglia vigilanza in caso di assunzione contemporanea di farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici.

(Tratto da: Campanini E., 2013, Piante medicinali in Fitoterapia e Omeopatia; Ed. Tecniche Nuove, Milano

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: