Pubblicato da: fitonews | 16 settembre 2016

Eschscholtzia californica e disturbi del sonno…

escolzia-Eschscholtzia californica L. ( Escolzia)
La pianta viene utilizzata per l’attività sedativa e blandamente ipnotica ed analgesica: pur appartenendo alla famiglia delle Papaveraceae, le proprietà sedative ed ipnoinducenti che la caratterizzano non danno luogo a fenomeni di dipendenza o tossicità. E’ stato sperimentalmente dimostrato che la tintura prolunga la durata del sonno indotto nella cavia e riduce la sua attività motoria, manifestando così una chiara azione sedativa e spasmolitica. Recenti studi hanno confermato l’attività sedativa e l’effetto ansiolitico. Per quanto riguarda la sua attività sul sonno, la pianta risulta specifica in caso di addormentamento difficoltoso (insonnia di addormentamento). Le preparazioni a base di escolzia-2Escolzia diminuiscono  il tempo di addormentamento e  favoriscono un netto miglioramento della qualità del sonno (non repres­sione della fase REM) che diventa riposante e tranquillizzante. Risulta invece inefficace nell’insonnia che si instaura in corso di una grave malattia mentale e nell’insonnia che compare a metà della notte o al mattino. Limita
i risvegli notturni e gli incubi. Si segnala inoltre la sua efficacia in caso di  distonia neurovegetativa e nelle manifesta azione dolorose (emicrania, spasmi colici e biliari,ecc.) ove manifesta proprietà antalgiche. Controindicazioni:si consiglia di evitare in caso di malattie epatiche, in  gravidanza, nell’allattamento e nei bambini con dizionario-di-fitoterapia-e-piante-medicinali_28153età inferiore ai 6 anni. Occorre ovviamente porre attenzione, come per tutte le piante ad azione sedativa, alla contemporanea assunzione di farmaci ad attività sedativo-ipnotica e antidepressiva, al fine di evitare un potenziamento non ricercato dell’azione sedativa.
Curiosità: La pianta venne raccolta per la prima volta vicino a San Francisco da Adalberto Chamisso che volle dedicare questa scoperta al compagno di viaggio e capo della spedizione scientifica, che ebbe luogo in America nei primi anni del XIX secolo, J.F. Eschscholtz, botanico ed entomologo russo. Originaria infatti della California, venne introdotta in Europa agli inizi del 1800 come pianta decorativa per la bellezza del suo fiore.

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