Pubblicato da: fitonews | 25 gennaio 2016

Margherita Hack e il mio “Dizionario di Fitoterapia e piante medicinali”

hack unito bisLa grande Margherita Hack scrisse nel 1998 la prefazione alla prima edizione del mio “Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali” giunto nel 2012 , dopo numerosissime ristampe (ho perso il conto…), alla terza edizione: ancora oggi leggo sempre con emozione le sue parole ed è per questo che le voglio condividere con voi…

 L’origine della conoscenza e impiego delle erbe medicinali si perde nella notte dei tempi. Col progredire della civiltà l’uomo, o più probabilmente la donna, che si prendeva cura dei figli e della famiglia, ha imparato a distinguere le erbe benefiche da quelle malefiche.Anche gli animali sanno per istinto riconoscere le erbe che servono loro. Basta guardare un cane o un gatto con quanta cura in un prato scelgono foglia da foglia, filo d’erba da filo d’erba.Con l’avanzare della medicina scientifica molte conoscenze tramandate da una generazione all’altra si vanno perdendo.Io sono particolarmente sensibile a questo tipo di conoscenza, perché i miei mi hanno allevato e curato, quanto più possibile con la medicina naturale.Ancora oggi sono di uso comune infusi di erbe e fiori, fra i quali la camomilla è la più comune, impiegata come calmante e rilassante, la menta, come digestivo, la gramigna, la malva, la senna come purgante, la senape per gli impiastri, e in particolare ricordo l’infuso di fiori di tiglio che il babbo mi dava la sera alla vigilia di qualche importante gara di atletica o di qualche esame, per farmi dormire tranquilla.Una volta era frequente vedere qualcuno che raccoglieva il radicchio selvatico, che con un po’ di olio, sale e aceto e uno spicchio di aglio, dà un’insalata deliziosa, o chi raccoglieva le ortiche per farsi un eccellente risotto.
dizionario-di-fitoterapia-e-piante-medicinali_28153Ritengo perciò che l’iniziativa della Dott. Enrica Campanini di raccogliere in un Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali un grandissimo numero di dati sulle piante, sui loro nomi volgari e scientifici, sulle loro caratteristiche, attività principali e loro impiego terapeutico, sia molto utile e interessante. È un volume che non dovrebbe mancare nelle biblioteche di medicina generale, ma anche nelle bibliotechine delle famiglie.Con questo dizionario, che è un’opera scientifica molto utile per la cura di un gran numero di malanni, si può riacquistare anche la conoscenza delle erbe più comuni, imparare a distinguerle negli scarsi spazi verdi rimasti nelle nostre città, sempre più vittime di una cementificazione selvaggia. Sarà anche un modo di imparare di nuovo a conoscere la natura, oggi che i bambini credono che il latte venga fatto a macchina, e che la gente si dimentica dell’esistenza delle stelle, nascoste dall’illuminazione pubblica troppo violenta e diffusa, e talvolta scambia le più brillanti per qualche fantomatico UFO.

Margherita Hack, Professore ordinario di Astronomia – Università di Trieste

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