Pubblicato da: fitonews | 31 marzo 2015

La camomilla bastarda e il mal di testa….

 Le foglie di Tanacetum parthenium (L.) Schultz-bip (=Chrysantemum parthenium Bernhardi), conosciuto come Partenio o Camomilla bastarda,  vengono impiegate oltre che per trattare le cefalee anche nelle forme dolorose articolari e nelle forme algiche in genere. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae e i suoi costituenti principali sono: lattoni sesquiterpenici (partenolide, epossi-artemorina, canina, artecanina, seco-tanapartanolidi A e B…), olio essenziale (canfora, acetato di crisantenile, campfene, germacrene D, p-cimene…) e flavonoidi.
La pianta manifesta  proprietà inibitorie sulla liberazione di sostanze endogene vasoattive e antispasmodiche: trova  impiego principalmente nella profilassi delle crisi emicraniche in quanto può contribuire a diminuire la frequenza e l’intensità delle crisi emicraniche. ESCOP e OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ne riconoscono l’efficacia preventiva.
Una recente sperimentazione ha confermato che la somministrazione di estratti di Partenio nell’animale _(John_Hill)da esperimento produce interessanti effetti analgesici ed antiinfiammatori confermando indirettamente l’impiego della pianta nelle forme algiche. La pianta ha trovato indicazione anche nel trattamento dell’artrite reumatoide: i risultati terapeutici sono stati di modesta entità e non confermati:  in uno studio condotto in doppio cieco in pazienti affetti da artrite reumatoide “il solo cambiamento che è stato possibile verificare è stato un aumento della capacità della presa nel gruppo dei trattati”. Studi condotti sul trattamento dell’emicrania   hanno evidenziato inoltre   proprietà ipotensivanti e, a livello del tratto digestivo, azione antispasmodica (azione sulla muscolatura liscia). Tali attività determinerebbero anche un blando effetto tranquillante. Assunta la sera, faciliterebbe l’addormentamento. Avvertenze: HerbalNon assumere in caso di gastrite o ulcera. Si consiglia di usare la pianta con cautela in soggetti sottoposti a terapia anticoagulante e in individui con una pregressa storia di emorragie o di disordini dell’emostasi. Sono sospettate come possibili, interazioni con farmaci antitrombotici quali l’acido acetilsalicilico  e farmaci antiflogistici. Si consiglia anche di sospenderne l’assunzione prima di interventi chirurgicici . Se ne sconsiglia l’impiego per terapie prolungate e la prescrizione deve  essere comunque medica.
Curiosità: nel 1772 il medico inglese J. Hill (The family herbal) affermava che «[…] quest’erba supera ogni rimedio noto, nel peggiore mal di testa  ».
(Tratto da: Campanini E.,2012,  Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali, Tecniche Nuove)

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