Pubblicato da: fitonews | 16 ottobre 2014

Rosa canina e dolore articolare

rosa caninaLe bacche di Rosa canina L. sono note per la ricchezza in vitamina C (stimolo delle difese immunitarie ed azione antiossidante) e sono ampiamente utilizzate per la prevenzione e il trattamento delle malattie da raffreddamento. Presentano inoltre interessanti proprietà depurative e blandamente antinfiammatorie. La revisione sistematica sulle preparazioni a base di Rosa canina ha identificato 4 RCT (Randomised Clinical Trial) di buona qualità e ha concluso che esiste una moderata evidenza clinica positiva sull’uso della polvere di Rosa canina (buccia e semi) nella cura della osteoartrite (Ernst E. et all., 2008). Sembra che la presenza di polifenoli e antociani possa contribuire ad alleviare i processi flogistici a livello articolare e a prevenire il deterioramento di tali strutture.
Sono state effettuate sperimentazioni cliniche che ne hanno indagato l’efficacia in caso di artrite reumatoide (89 pazienti)  e osteoartrite (112 pazienti) versus placebo. Nel primo caso i pazienti che avevano ricevuto Rosa canina (5 g di polvere 1 volta al dì per 6 mesi) hanno riportato  un miglioramento  superiore rispetto al placebo  per quanto riguarda andamento della malattia, qualità della vita, funzionalità articolare e minori drop-out ed effetti collaterali. Nel trial che valutava 112 pazienti affetti da osteoartrite (Rosa canina rosa canina 2polvere 5 g 1 volta al dì per 3 mesi) è emerso che il 66% ha riportato una significativa riduzione del dolore rispetto al 36% del gruppo placebo. Il gruppo Rosa canina ha inoltre presentato una riduzione dei sintomi tipici della malattia, quali rigidità mattutina, ecc. e significativa diminuzione nell’uso degli antidolorifici. La tollerabilità della terapia con Rosa canina, in entrambe le sperimentazioni cliniche, è risultata buona (solo qualche raro e lieve disturbo gastrointestinale).(Artrithis Research, UK).
I risultati del trial clinico effettuato nel 2010 presso l’ Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna (uso delle bacche di Rosa canina come coadiuvante nel trattamento di forme di artrosi grave in 200 soggetti in attesa di intervento di protesi di anca) non sono stati mai pubblicati in quanto anche se i   “risultati clinici erano stati molto incoraggianti (riduzione del dolore e dell’assunzione di farmaci antinfiammatori) erano risultati simili a quelli ottenuti  con il placebo.” Interessante è comunque la segnalazione dei ricercatori:   “ il contenuto di frazione attiva è stato accertato essere estremamente basso”. E’ auspicabile pertanto che la ricerca venga proseguita individuando il preparato galenico più idoneo per contenuto in principio attivo.

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