Pubblicato da: fitonews | 8 settembre 2014

A proposito di obesità e sovrappeso: breve excursus storico…

sovrappesoTesto tratto dal mio libro  Sovrappeso e celluliteprevenzione e cura con le terapie naturali (Tecniche Nuove, Milano, 2005)

” Ricerche antropologiche hanno appurato che l’obesità era un fenomeno raro nei popoli primitivi, presso i quali veniva considerato segno della massima distinzione essere tanto nutriti da diventare grassi. La disponibilità di cibo in abbondanza era, ed è, la premessa per l’obesità : in epoche in cui il cibo l’accumulo di grasso era visto come una invidiabile  riserva fisiologica a cui attingere nei frequenti periodi di carestia che caratterizzavano quei tempi. Come non pensare, del resto, alla “Venere steatopigia” del paleolitico, simbolo di prosperità e salute, tramite la quale l’uomo primitivo voleva rappresentare la madre terra, o all’espressione che adoperiamo di fronte ad un lattante: “guarda come è bello grasso!” la quale risente, ovviamente, di influssi ancestrali.

Nell’evolversi, però, delle conoscenze umane questo atteggiamento mutò. Ippocrate, ad esempio, affermava (Afor.44, sez.2) che gli individui troppo grassi erano in maggior misura esposti a morire precocemente rispetto agli individui magri, concetto ribadito da Celso che nel capitolo primo del libro II del De Medicina asserisce come “i pingui per lo più sono spenti da mali acuti e da ambascia e muoiono sovente all’improvviso, cosa che in un corpo gracile quasi mai non avviene“.
ippocrateScorrendo la letteratura, al fine di comprendere in che modo sia stato valutato e affrontato tale problema, emerge un atteggiamento ambiguo : se da una parte possiamo rilevare una certa bonomia nei  confronti del soggetto obeso, dall’altra si può notare come vi sia stata concordanza nel considerarlo, comunque, come un individuo ebete.
Celso, ad esempio, affermava “Il corpo magro è fievole, ebete il pingue” e Plutarco spiegava questo concetto sostenendo che “così è forza che la luce e i raggi dell’anima traversando un corpo torbido, ripieno e grave per vario cibo e straniero, siano languidi, confusi ed infermi; onde, abbacinati e svigoriti, non hanno più forza di penetrare alla contemplazione dei fini delle cose, che son sottili, minuti e malagevoli a discernersi” (Opuscoli).
Galeno distinse, invece, due categorie di obesi: quelli moderati, cioè grassi a causa della loro costituzione, e pertanto assolutamente intelligenti, e quelli immoderati, cioè i patologici, vale a dire i soggetti voraci nei quali l’intelligenza difettava in modo preoccupante. Ciò spiegava perchè, anche tra gli obesi, vi fossero personaggi illustri e ricchi di talento. Galeno, inoltre, riteneva, rifacendosi al pensiero ippocratico, che negli alimenti erano presenti dei principi dinamici che ogni individuo assimilava in maniera diversa, a seconda della propria costituzione. Inizia a palesarsi, quindi,  quella teoria “costituzionale”  che nel corso dei secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri, verrà aggiornata, di volta in volta, con l’acquisizione di nuove teorie .
GBDellaportaG.B. Della Porta nel Trattato La vera Fisionomia (1652) ribadisce il concetto che gli obesi “sieno ignoranti” e riporta il pensiero di Galeno di come ” nel ventre grosso non può esser giudizio… e si giudica la cagione essere la molta comunicanza che ha il ventre con il cervello e così, essendo scarno ed asciutto, dà grande aiuto all’intelletto...”.
Inizia ad evidenziarsi, nei secoli successivi, un cambiamento d’atteggiamento nei confronti dell’obesità: accanto ad un’ impostazione di condanna, più che altro di stampo morale, motivata in definitiva dalla visione edonistica della vita da parte dell’individuo obeso, inizia a profilarsi l’interesse medico per le conseguenze che l’aumento ponderale non controllato o non controllabile possono determinare sull’organismo, per cui il biasimo scaturisce da motivazioni puramente scientifiche e di ordine medico.
Ben si presta,  per meglio comprendere quanto affermato a proposito della condanna moralistica, ciò che fu scritto in un articolo, apparso in Scena Illustrata, nel 1926, firmato da L.Ugolini, ed intitolato “Corpo ed anima nell’obesità“:
L’anima grassa ha manifestazioni torbide, untuose, lubriche che conservano il tanfo della cucina e della pignatta non lavata da qualche 

scena2settimana ” e l’obesità è “la conferma pubblica d’un’intemperanza sfacciata, impenitente che offende il decoro, che offende chi si guadagna la vita col sudore” ed ancora ” se una persona è grassa, lo è perchè ha l’anima grassa“.
Le indicazioni terapeutiche per il trattamento del sovrappeso che si possono desumere dalla letteratura, vanno dalla dietetica alle pratiche più strane, come la terapia con i raggi ultravioletti raccontata dal Viviani. L’attenzione posta nei confronti dell’alimentazione e delle sue modalità da parte dei  grandi classici della medicina, quali Ippocrate, Celso e Galeno, fece sì che la Dietetica entrasse di diritto nella pratica medica. Essi considerarono, infatti, la Dietetica , opportunamente prescritta, fonte di benessere ed efficace mezzo terapeutico. Del resto la dietetica, insieme alla farmaceutica e alla chirurgia , costituiva una delle tre parti in cui era suddivisa la medicina. Nel De Medicina, ad esempio, Celso manteneva tale distinzione,  e differenziava  le malattie che potevano essere curate da un appropriato regime alimentare, quelle che potevano essere curate dai farmaci oppure dalla chirurgia: “una esset quae victu, altera quae medicamentis, tertia quae manu medetur “. Tale impostazione, che si basava comunque sempre sulla teoria umorale e quindi sul riequilibrio dei 4 umori, verrà seguita per tutto il Medio Evo. Non deve pertanto stupire la pratica della stimolazione del vomito, per gli intemperanti golosi “si quis sibi temperare non potuerit quominus pleniore victu utatur, vomere” (libro IV), savarinconsigliata largamente da Celso.
Anche Petrarca si interessa del trattamento dell’obesità e nel De Remediis scrive: “Drizzati colla tua leggerezza dell’animo e si ti sforza di menomare e cacciar da te la gravezza del corpo affaticandoti, andando attorno, operando molto malagevoli cose, coll’esercitare la mente, collo sbandire da te ogni cattivo diletto di corpo. Caccia via gli ozii, piglia a far faccende , dispregia la lussuria, abbi in odio la pigrizia, ama le sollecitudini, e getta via le cose delicate: usa cose dure, dilettati delle aspre nel tuo mangiare, nel bere, nel giacere, nel sedere, nel sonno brieve e sollecito ed abbi l’animo sempre intento  a qualche cosa“.
Anthelm Brillat-Savarin (1775-1826), considerato il precursore della dietetica moderna, nel suo libro “Physiologie du gout” affronta con  ricette, consigli, considerazioni storiche e di carattere estetico il tema dell’obesità, il tutto filtrato dalla sua esperienza di raffinato gastronomo e di acuto osservatore…con problemi di sovrappeso. Così scrive di sé: “Io stesso appartengo a questa categoria; ma benchè portatore di un addome assai prominente, ho ancora le gambe secche […] Non ho tuttavia mai guardato il mio addome come un nemico temibile […] ma per vincerlo bisognava combatterlo: è da questa lotta di trent’anni che io devo ciò che di buono c’è in questo mio saggio”. Per curare l’obesità il consiglio di Brillat-Savarin era questo:” Ogni cura dell’obesità deve cominciare così: discrezione nel mangiare, moderazione nel sonno, esercizio a piedi e a cavallo”.Tuttavia proseguiva affermando di credervi poco “perché conosco gli uomini e le cose, e ogni prescrizione che non sia seguita alla lettera non può produrre effetti. Ora: […] occorre molto carattere per alzarsi da tavola con appetito; finché dura questo bisogno, un boccone chiama l’altro con attrazione irresistibile; e in generale si mangia finché si ha fame, a dispetto dei dottori, e anche con l’esempio dei dottori. […]”
E infine, per concludere, una curiosità: Withowsky, nel suo libro intitolato Gaietés d’Aesculape, stese una lista contenente i “Principali specialisti del Paradiso” e le loro…specializzazioni. Per quanto riguardava problemi di peso consigliava di rivolgersi a San Leggero e per problemi di magrezza a San Bonifacio…….”

 

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