Pubblicato da: fitonews | 20 giugno 2014

Actaea racemosa: l’erba delle donne…

cimicifugaLa Commissione E del BfArM e  l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) riconoscono l’efficacia di Actaea racemosa L. ( = Cimicifuga racemosa  L. Nutt. ), conosciuta popolarmente come Cimicifuga o  Erba delle donne, per trattare i sintomi della  menopausa. Gli estratti di Actaea racemosa esercitano, infatti, un effetto calmante a livello del sistema nervoso neurovegetativo. Il suo impiego risulta efficace per alleviare pertanto i sintomi neurovegetativi moderati/severi della menopausa e del climaterio (vampate di calore, sudorazione eccessiva, turbe dell’umore, insonnia) grazie ad un’azione di regolazione ormonale.  Studi clinici sperimentali hanno dimostrato,tramite la comparazione in doppio cieco versus placebo,una diminuzione assai netta delle turbe neurovegetative, psichiche e somatiche nelle donne trattate con la pianta  e un effetto terapeutico significativamente superiore al placebo. Avvertenze: la pianta, ai dosaggi terapeutici, risulta ben tollerata. Solo in soggetti sensibili e per dosaggi elevati è possibile  la comparsa di disturbi gastrici (irritazione della mucosa gastrica e reflusso), mal di testa, vertigini. Sono segnalate possibili interferenze con terapie ormonali (estrogeni). Si consiglia di limitare l’assunzione a non più di sei mesi (Commissione E del BfArM).
Curiosità: Benché la pianta fosse utilizzata dalle popolazioni locali (Canada-Stati Uniti) nel trattamento delle forme reumatiche, nelle turbe mestruali e per accelerare il parto,venne descritta per la prima volta, dal punto di vista terapeutico, alla fine del XVII secolo da un medico, Colden; tale segnalazione le valse l’iscrizione nella Materia medica di Linneo sotto il nome di Actaea racemis longissima. Conobbe un periodo di vivo interesse, ma come spesso accade tali e tante furono le proprietà attribuite alla pianta che, nonostante fosse entrata nella Farmacopea britannica nel 1914, cadde in disuso. Una notazione comune attrasse, in seguito, l’attenzione degli studiosi: la droga agiva meglio e con costanza nella donna piuttosto che nell’uomo.

(Tratto da: Campanini E., 2012, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, 3°edizione)

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