Pubblicato da: fitonews | 31 marzo 2014

I semi di Chia, gli Atzechi e la forza….

220px-Semillas_de_ChíaI semi della Salvia hispanica L., semi di Chia (Chia seeds), risultano privi di colesterolo e glutine mentre presentano una concentrazione elevata di fibre e  di acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6. In particolare si riscontra una forte concentrazione di omega-3 sottoforma di acido alfa-linolenico in rapporto ottimale con gli omega-6 (3:1). Questi grassi polinsaturi  sono coinvolti in numerosi e importanti processi quali la formazione  e l’integrità delle membrane cellulari, un adeguato funzionamento del sistema cardiovascolare, cerebrale, ormonale, ecc.
E’ presente inoltre unbuon contenuto in proteine (16-23%), vitamine (B9, C,ecc.), sali minerali (calcio, fosforo,ferro, manganese, ecc.) e antiossidanti (acido clorogenico, acido caffeico, flavonoli, ecc.). Secondo i dati  USDA (United States Department of Agriculture) in 1 oncia (28 grammi) di semi di Chia sono presenti: 9 grammi di grassi, 5 milligrammi di sodio, 11 grammi di fibra alimentare, 4 grammi di proteine, il 18% della dose giornaliera raccomandata di calcio, il 27% di fosforo e 30% di manganese.
I semi di Chia sono pertanto indicati, grazie al loro contenuto, nella prevenzione delle malattie SONY DSCcardiovascolari.
I semi si presentano piccoli e possono essere, a seconda delle varietà,  marrone scuro, nero ma anche bianchi, beige o grigiastri: il valore nutritivo risulta pressoché  analogo. Possono essere inseriti negli alimenti come tali o leggermente tostati (insalate, yogurt, marmellate, frullati, barrette energetiche, latte, pane, ecc.). Se immersi in acqua dopo circa mezz’ora formano una mucillagine che ricorda quella dello Psyllium e possono quindi svolgere un benefico ruolo in  caso di stipsi.
Curiosità: Il nome Chia deriva dal nome azteco della Salvia hispanica,  chiyan (forza). In epoca pre-colombiana, il seme tostato o macinato rappresentava, insieme al mais e ai fagioli, un alimento base. Era apprezzato inoltre per le proprietà curative (antinfettive) ed energetiche: non a caso veniva dato ai cacciatori e ai soldati per aiutarli a chia sostenere al meglio le loro prove. Gli Atzechi preparavano inoltre una bevanda rinfrescante mettendo i semi nell’acqua.  L’olio estratto dai semi era impiegato in rituali religiosi  e per tale motivo  i conquistadores ne vietarono la coltivazione. Per cinque secoli la coltivazione della pianta è sopravvissuta solo in alcune zone isolate nelle montagne del sud del Messico  e del nord del Guatemala. La sua riscoperta risale al 1990 grazie ad un programma di sviluppo avviato in Argentina ( Progetto regionale del nord-ovest dell’Argentina) e attualmente è coltivata essenzialmente in Perù e Argentina (V.R. Preedy,et all., Nuts and seeds in health and disease prevention, Academic Press,‎ 2011)

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