Pubblicato da: fitonews | 23 gennaio 2014

Rucola: «affinché il fervore si mescoli alla freddezza»

rucolaIl nome rucola (Eruca sativa Mill.) deriva dal latino eruca, che si pensa derivi a sua volta dal latino urere = bruciare, chiaro riferimento al sapore piccante della pianta, in particolare dei semi; sativa  deriva da sativus = coltivato. La pianta non va confusa con la rucola selvatica o Diplotaxix tenuifolia dal sapore aromatico molto più intenso rispetto alla rucola domestica o coltivata (Eruca sativa).
Alla pianta (foglie) sono state riconosciute proprietà diuretiche, antiscorbutiche, vitaminizzanti e stimolanti. Nelle foglie è segnalata la presenza di isotiocianati, vitamina C, beta-carotene, sostanze minerali (calcio, potassio, zinco), ecc. Il caratteristico sapore speziato e piccante è dovuto a un glucoside che libera solfocianati. Gli isotiocianati contribuirebbero a determinare un effetto antiossidante e antiepatotossico: sarebbero in grado infatti di aumentare la competenza dei sistemi enzimatici epatici nel neutralizzare sostanze cancerogene. La medicina popolare usava la pianta sia come alimento sia sotto forma di decotti stimolanti, digestivi e antiscorbutici. Il medico francese Henri Leclerc (XX sec.) ne segnalava l’impiego oltre che come corroborante, grazie all’elevata concentrazione in vitamina C e isotiocianati, come espettorante nel trattamento delle affezioni croniche dell’apparato respiratorio, quali laringiti, rucola2tracheiti, bronchiti (succo fresco, alcolaturo, ecc,). I semi, impiegati come aromatizzanti di insalate, marinate, ecc., possono sostituire i semi di mostarda per il loro sapore piccante.
La pianta è conosciuta come: Arugula (North America, Australia); Rocket (England); Oruga, Arugula, Rucula (Spanish); Rucola, Ruchetta (Italian); Roquette (French); Gargir (Egypt)
CuriositàLa rucola era apprezzata non tanto come alimento, anche se gli antichi Romani la utilizzavano come ortaggio per minestre, ma per le proprietà medicinali. Ovidio, Marziale, Columella attribuivano alla pianta (foglie crude e semi) proprietà afrodisiache. Scriveva Columella: «… perché i pigri mariti desti a Venere la rucola». Nel Medioevo, proprio per le vantate virtù afrodisiache, la rucola non poteva essere coltivata negli orti dei conventi. Platino da Cremona (XVI sec.), bibliotecario del Vaticano, raccomandava di aggiungere alle insalate alcune foglie di rucola «affinché il fervore si mescoli alla freddezza».  

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: