Pubblicato da: fitonews | 29 dicembre 2013

Le piante medicinali amiche del fegato….

coverdizIl fegato svolge, oltre alle sue varie azioni, un importante ruolo detossicante: è in grado cioè di eliminare – trasformandole o legandole a sostanze che ne facilitano l’eliminazione – sostanze tossiche assunte con gli alimenti, farmaci o tossici vari quali alcool, sostanze  conservanti o coloranti, stupefacenti, ecc. Abitudini alimentari scorrette, abuso di alcolici, terapie farmacologiche protratte, sovrappeso, ecc. possono essere alla base sia di un sovraffaticamento epatico che può portare alla steatosi (accumulo di grasso nelle cellule epatiche) con sofferenza del fegato e, se non vengono adottate misure adeguate, ad una insufficienza epatica vera e propria con graduale e progressivo deterioramento della funzionalità epatica. In caso di sovraffaticamento epatico oltre ai consigli dietetici atti a modificare abitudini alimentari errate, generalmente possono essere impiegate piante medicinali che manifestano un’azione elettiva a livello della sfera epatica migliorandone la funzionalità e quindi anche la  capacità di disintossicazione. Molte sono le piante medicinali che risultano indicate per il loro spiccato organotropismo nei confronti del fegato, in particolare si segnalano:
Cynara scolymusCynara scholymus L. (Carciofo): la parte medicinale è la grande foglia dentata che guarnisce lo stelo (foglie caulinari). Il Carciofo come regolatore del flusso biliare ed epatoprotettore si rende prezioso nelle turbe epato-biliari ove può alleviare la sintomatologia: cattiva digestione, cefalea, stipsi, astenia, difficoltà di concentrazione, ecc. Agisce inoltre sul metabolismo lipidico diminuendo la produzione di colesterolo e di trigliceridi endogeni e aumentandone l’escrezione o la ridistribuzione nei depositi naturali. Questi effetti sarebbero da attribuire alla cinarina e all’acido caffeico.  L’ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapie) ritiene che il carciofo possa essere un valido adiuvante in un regime povero in grassi per ridurre l’ipercolesterolemia lieve o moderata.

Taraxacum officinaleTaraxacum officinale Weber  (Tarassaco): possiede un’attività diuretica, coleretica e colagoga: favorisce infatti la secrezione della bile e la rende più fluida. La stimolazione della cellula epatica e la decongestione del fegato rendono ra­gione dei successi che si ottengono, nell’ambito digestivo, con l’utilizzo di questa pianta. Non solo, ma la stimolazione della diuresi, unitamente all’incremento della funzionalità epatica, por­tano ad un’azione sul ricambio generale che si traduce in un’aumentata eliminazione di scorie da parte dell’organismo e quindi ad un alleggerimento del distretto epato-renale. La Commissione E della sanità tedesca ne conferma l’impiego (radice e foglie)  nelle turbe della secrezione biliare, nella perdita di appetito, nella dispepsia e per stimolare la diuresi.
Fumaria officinalisFumaria officinalis L. (Fumaria): da sempre utilizzata nella cura delle affe­zioni epato-biliari, è una pianta ad attività anfocoleretica, au­menta cioè il flusso biliare insufficiente, lo frena quando è ec­cessivo e non agisce se non vi è necessità, manifestando quindi proprietà regolatrici sul flusso biliare. Risulta pertanto indicata per trattare disturbi quali cefalea, nausea, vertigini, pesantezza e dolori all’ipocondrio destro, ecc. dovuti ad alterazioni del flusso biliare (discinesia biliare). La Fumaria favorisce il ritorno o il mantenimento di un equilibrio perturbato il più delle volte da errori alimentari.
Silybum marianum (L.) Gaertner (Cardo mariano): vengono utilizzati i frutti, Silybum marianumimpropriamente chiamati “semi”, i cui principi attivi manifestano proprietà rigeneratrici a livello della cellula epatica e di epato-protezione.  Nel trattamento fitoterapico dell’epatite, patologia nella quale questa pianta può essere considerata un agente terapeutico particolarmente valido, i semi di Cardo Mariano, oltre ad assicurare una coleresi dolce e una stimolazione delle difese dell’organismo, favoriscono sensibilmente il processo di rigenerazione del parenchima epatico. Le proprietà amaro-tonico-coleretiche del fitocomplesso possono contribuire inoltre a migliorare i processi digestivi (proprietà antidispeptiche) e disintossicanti in senso lato. Avvertenze: Il cardo mariano va usato con cautela nei soggetti ipertesi data la presenza di tiramina. In caso di epatite non utilizzare preparazioni alcoliche.
La posologia indicata per queste piante medicinali è, in genere, per quanto riguarda la Tintura Madre (T.M.), 30-50 gocce, diluite in acqua, 1-2 volte al dì, mentre per gli Estratti secchi (E.S.), 1 capsula prima dei due pasti principali. Avvertenze: in caso di colelitiasi e epatopatia importante la prescrizione deve essere medica.
(Le foto tratte dal mio Dizionario di fitoterapia e piante medicinali sono di Angelino Mereu)

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