Pubblicato da: fitonews | 17 ottobre 2013

Erisimo, l’erba dei cantori…e non solo!

Erysimum officinaleIl nome Erisimo deriva dal greco eruo = io salvo e oimos = il canto, mentre Sisymbrium è dovuto al fatto che sarebbe una pianta dedicata a Sisymbria, antica attrice greca.I componenti della pianta (Sisymbrium officinale (L.) Scop.= Erysimum officinale L.), appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, risultano poco conosciuti sia dal punto di vista chimico che farmacologico. Le indicazioni terapeutiche si basano pertanto su un utilizzo clinico perpetuato nel tempo. Il nome popolare della pianta (Erba del cantore, herbe aux chantres ecc.) del resto, ne attesta un uso antico. La pianta sembra risultare particolarmente efficace nel trattare le raucedini e afonie dei soggetti che, per lavoro, utilizzano molto la voce in quanto contribuisce ad attenuare i sintomi dolorosi legati alla secchezza e all’infiammazione della laringe e della faringe. È considerata infatti un rimedio specifico delle laringiti sopravvenute in seguito a sforzo vocale. Per le sue proprietà modificatrici degli stati infiammatori delle vie respiratorie, e grazie anche all’attività espettorante e mucolitica, rientra nella formulazione di preparazioni per il trattamento di affezioni bronchiali acute benigne e delle tracheiti, e come sintomatico nella tosse dei fumatori. Per via locale, come collutorio, risulta un buon antalgico nelle affezioni della cavità orale e/o orofaringea. Avvertenze: solo per dosaggi elevati e prolungati nel tempo sembrano possibili interazioni con farmaci tiroidei (tiroxina e metimazolo) a causa della presenza nel fitocomplesso dei glucosinolati. Evitare la somministrazione nel soggetto ipotiroideo. Cautela in gravidanza.
Curiosità: «[…] e se fra tante autorità competenti può figurare anche quella di un profano, citeremo quanto ne scrisse Racine a Boileau “Lo sciroppo di Erisimo non è assolutamente una visione […] Monsieur Dodart mi ha assicurato che se le acque di Bourbonne non vi guariscono dall’afonia questa vi guarirà infallibilmente. Mi ha citato l’esempio di un cantore di Nôtre-Dame, al quale un raffreddore aveva fatto perdere completamente la voce ormai da sei mesi, e che stava pensando di ritirarsi. Un medico lo prese in cura e con l’erisimo lo guarì così bene, che non solo parla, ma canta e ha una voce così forte come non ha mai avuto. Ho raccontato la cosa ai medici di Corte: mi confermano che questa pianta è molto buona per il petto”» (Scotti, 1872).

(Tratto da:  Campanini E.,Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, Milano,2012, 3°edizione) 

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