Pubblicato da: fitonews | 7 settembre 2013

Il pane dei poveri….

le-patateLa patata (Solanum tuberosum) è raccomandata dalle Nazioni Unite per ottenere la sicurezza alimentare intesa nella sua accezione più ampia come situazione in cui: “tutte le persone, in ogni momento, hanno accesso fisico, sociale ed economico ad alimenti sufficienti, sicuri e nutrienti che garantiscano le loro necessità e preferenze alimentari per condurre una vita attiva e sana” (World Food,1996). Le patate sono ricche di carboidrati, presenti principalmente sotto forma di amidi, il che le rende una buona fonte di energia. I carboidrati presentano un elevato contenuto proteico (circa il 2,1 per cento del peso fresco)  e di  qualità relativamente elevata, con una combinazione di amminoacidi perfettamente adatta al fabbisogno del nostro organismo. Una parte degli amidi presenti nella patata sono resistenti agli enzimi presenti nello stomaco e nell’intestino tenue e raggiungono  pressoché  intatti l’intestino fiori-di-patatecrasso: si ritiene che tali amidi abbiano effetti fisiologici pari a quelli delle fibre alimentari. Secondo alcuni ricercatori gli amidi resistenti possano contribuire, al pari delle fibre alimentari, a ridurre il rischio di cancro del colon. Avrebbero inoltre effetti benefici sui lipidi ematici. L’indice glicemico è considerato moderato.Sono inoltre una buona fonte di vitamine minerali (Vit. C, B6, niacina, folati, rame, potassio, ferro manganese, magnesio, ecc.). Una patata media contiene circa la metà della dose giornaliera raccomandata in vitamina C: e un quinto della dose giornaliera raccomandata di potassio (Année internationale de la pomme de terre, ONU, 2008.)  Risultano inoltre ricche in sostanze antiossidanti (acidi fenoli, flavonoidi) in grado di proteggere le cellule del nostro organismo dai danni causati dai radicali liberi. Le varietà di patate a polpa gialla, rossa, blu o viola presentano un contenuto di antiossidanti superiore a quello presente nella varietà a polpa bianca.  La buccia delle patate sarebbe inoltre più ricca in acidi fenolici rispetto alla polpa. La cottura non intaccherebbe le proprietà antiossidanti: secondo vari studi, una volta cotte

Anker_Die_kleine_Kartoffelschälerin_1886conserverebbero fino alla metà del loro contenuto  e in  alcuni casi addirittura il 97%. Le patate rappresentano inoltre una buona fonte di fibre alimentari: una patata cotta al forno fornisce circa il 10% della dose giornaliera raccomandata di fibre. Le fibre alimentari sono riconosciute utili  in caso di  stipsi, per  e ridurre il rischio di cancro al colon. Una dieta ricca di fibre sembra inoltre utile nel prevenire le malattie cardiovascolari, per il controllo del diabete di tipo 2 e dell’ appetito.  Nelle patate è presente una proteina (lectina: Solanum tuberosum Lectin): studi in vitro ne hanno evidenziato  la capacità di inibire la crescita di cellule tumorali. Ovviamente  sono necessari ulteriori studi per determinarne la reale efficacia nell’uomo.  Appartenenti alla famiglia delle Solanaceae, le patate possono contenere alcaloidi dannosi per l’uomo: questo si verifica quando la patata si presenta verde o con  macchie verdi. La cottura non distrugge gli alcaloidi e la loro concentrazione aumenta quando le patate sono conservate a temperatura elevata o alla luce. E ‘quindi importante una buona conservazione  e rimuovere le macchie verdi o buttare le patate se sono troppo verdi. Avvertenze: le persone allergiche al lattice possono essere ipersensibili  anche alla patata (e ad altri alimenti come kiwi, banane e avocado) e vice versa.
Curiosità: La patata arrivò in Europa nel 1570. Per molto tempo sarà coltivata esclusivamente come pianta ornamentale. Fu solo alla fine del XVIII secolo che le autorità ne riconobbero le proprietà nutrizionali e l’alta produttività. Sarà necessario comunque molto tempo per convincere la gente ad adottarle come cibo. «Parmentier riuscì ad ottenere il sostegno delle autorità per incoraggiare la gente a mangiare le patate. Fece uso di uno stratagemma che rimase famoso: istituì una sorveglianza (blanda) intorno a un campo di patate, dando così l’impressione ai residenti che si trattasse di una coltivazione rara e costosa destinata solo ai nobili. Alcuni tuberi vennero così rubati e, cotti,  vennero apprezzati alquanto….Re Luigi XVI si felicitò con queste parole: “La Francia vi ringrazierà un giorno per aver inventato il pane dei poveri“. Inoltre, per incoraggiare il consumo, principalmente confinato al bestiame, il re ogni giorno faceva portare al suo tavolo un piatto a base di patate. Fu così che si sviluppò rapidamente il loro uso nella cucina popolare, in particolare nell’esercito dove diventò un alimento di base. ». La coltivazione in Italia è iniziata ai primi dell’Ottocento, anche se la sua vera diffusione è stata successiva (fine del secolo).

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