Pubblicato da: fitonews | 8 aprile 2013

Caterina e gli asparagi…

200px-Illustration_Asparagus_officinalis0bL’asparago (Asparagus officinalis L.) viene utilizzato da sempre come alimento e come medicamento per le proprietà diuretiche, oltre che nutritive. La varietà selvatica è quella a cui vengono riconosciute maggiori proprietà medicinali. Dal punto di vista alimentare vengono utilizzati i giovani germogli, o turioni. Si caratterizzano per un basso apporto energetico (25 kcal per 100 g di parte edibile) e un elevato valore nutrizionale. Sono presenti, infatti, importanti concentrazioni in vitamine (B, C, E, K, provitamina A, ecc.), sostanze minerali, oligoelementi, proteine, fibre, ecc. È una delle verdure fresche che presentano una buona concentrazione in vitamine del gruppo B, in particolare è considerato un’eccellente fonte di folati (vitamine B9). Il contenuto vitaminico può cambiare, anche sensibilmente, a seconda della varietà: risultano più ricchi in vitamina C ed in provitamina A gli asparagi viola, in vitamina B1 ed in vitamina B2 gli asparagi a punta verde. Negli asparagi sono presenti inoltre composti ad azione antiossidante (flavonoidi, carotenoidi, saponine, ecc.).  La presenza di fibre può contribuire, inoltre, a regolarizzare la funzionalità intestinale: pectine e mucillagini richiamano acqua nel lume intestinale e svolgono un’azione emolliente mentre la cellulosa presente nel gambo promuove la peristalsi.
La parte ipogea, cioè la radice e il rizoma, sono considerati diuretici. Le saponine presenti nella pianta conferiscono matrimoniodicaterina_75387alla droga proprietà diuretiche e depurative: determinano, infatti, un’azione irritante a livello dell’epitelio renale con aumento della secrezione urinaria. I flavonoidi contribuiscono a tali proprietà migliorando l’irrorazione a livello dell’epitelio renale.  L’odore caratteristico dell’urina, dopo l’assunzione di preparati a base di asparago, è dovuto alla presenza di metilmercaptano, sostanza solforata di degradazione di alcuni composti azotati presenti negli asparagi.
L’asparago fa parte delle piante che Caterina de’ Medici portò con sé quando, nel XVI secolo, attraversò le Alpi per sposare il futuro re di Francia, Enrico II. Politica di prim’ordine, “grazie ai cuochi e ai pasticceri che l’avevano seguita dalla corte fiorentina, la regina influenzò le trasformazioni già in atto nella rozza ma sfarzosa cucina francese, presentando ghiotte ricette e l’uso di posate come la forchetta…” (Taccuini Storici)

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