Pubblicato da: fitonews | 2 gennaio 2013

Il timo: un eccellente stimolante intellettuale….

Thymus serpyllumSi distinguono due varietà di timo: Thymus serpyllum L. e Thymus vulgaris L. Appartenenti alla grande famiglia delle Lamiaceae, condividono analoghe proprietà terapeutiche anche se l’attività del timo serpillo è minore rispetto al vulgaris. Le preparazioni contenenti timo serpillo risultano quindi più blande, grazie al minor contenuto in olio essenziale, e meglio tollerate. Le indicazioni terapeutiche sono analoghe: attività antisettica, espettorante e mucolitica nelle affezioni dell’apparato respiratorio. Grazie all’azione antitussiva e di regolazione del tono bronchiale, il timo risulta pertanto utile nelle bronchiti acute e croniche, nella pertosse, nella tosse asmatica e in genere nelle forme catarrali. La pianta viene utilizzata in virtù delle proprietà carminative e aperitive per migliorare i processi digestivi. La presenza di un principio amaro (serpillina) rende il serpillo un amaro aromatico, mentre l’olio essenziale e i tannini esercitano azione battericida e antifermentativa. Proprio per queste caratteristiche se ne consiglia l’uso come condimento in cucina. Si segnala, inoltre, che recentemente le sono state attribuite proprietà antiossidanti, in grado cioè di ridurre i danni cellulari provocati dai radicali liberi. Il suo regolare inserimento nell’alimentazione può pertanto contribuire a diminuire il rischio di malattie cardiovascolari e degenerative. Il timo possiede attività tonica generale ed è un eccellente stimolante intellettuale: il suo infuso viene raccomandato, dopo i pasti, per contrastare la sonnolenza post-prandiale e migliorare la concentrazione. A questo proposito, un’annotazione storica: «Il profumo di questo fiore si dice che fortifichi il cervello, e renda energia alle facoltà mentali dei vecchi» (F. Cazzuola, 1876).
È conosciuto infine come efficace pianta vulneraria per detergere e disinfettare piccole ferite, per fortificare le gengive (piorrea), nelle stomatiti e per prevenire la formazione della carie e profumare l’alito, proprietà riconosciute anche dall’ESCOP (European Scientific Cooperative on Phytotherapy). Si impiega sovente in balneoterapia nei dolori reumatici e muscolari. (Tratto da: Dizionario di fitoterapia e piante medicinali)

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