Pubblicato da: fitonews | 4 ottobre 2012

Il grano d’oro degli Dei: l’amaranto….

L’Amaranto appartiene alla famiglia delle Amaranthaceae: esistono circa 60 specie di amaranto suddivise, a seconda dell’uso, in piante da semi (A. caudatus L. = A. edulis Spegazzini;  A. cruentus L. ; A. hypochondriacus L.), da foglie  (A. tricolor L. (chinese salad); A. lividus; subsp. A. oleraceus, (vegetable amaranth, Chinese spinach) ) e infestanti (A. hybridus;A. quitensis;A. powelli).
Pianta erbacea, originaria delle regioni tropicali e temperate dell’Asia e dell’America centrale, rivestiva un ruolo centrale nell’alimentazione delle civiltà Azteca, Maya e Incas, grazie alle qualità nutrizionali e all’ elevato apporto energetico dei suoi semi:  non a caso era  chiamato “il grano d’oro degli Dei” e veniva impiegato anche nei rituali religiosi e come valuta di scambio. Dopo la conquista spagnola del Messico, la coltivazione di questa pianta venne proibita. Scrive C. Scelsi: “la ragione principale deriva da motivazioni di carattere religioso-morale: durante le cerimonie religiose, con un impasto di farina di amaranto e miele, venivano preparati dei “pupazzetti”- veri e propri idoli – che erano consumati al termine del rito: tale pratica, ricordando l’eucarestia cristiana, era percepita come offensiva da parte dei colonizzatori europei.”
Botanicamente l’amaranto non appartiene ai cereali: viene considerato uno “pseudocereale”, così come ad esempio la quinoa (Chenopodium quinoa), e come tale viene utilizzato. I semi di amaranto non contengono glutine e possono essere utilizzati per la preparazione di alimenti destinati a coloro che soffrono di celiachia. Sono inoltre molto ricchi di proteine di buona qualità. “Il contenuto proteico oscilla tra l’11  e il 18%,  si tratta di valori superiori a quelli del frumento (14.5%), del riso (7%) o di altri cereali (mais 11.5%, segale 13.5%)”. La composizione amminoacidica risulta inoltre ben bilanciata, con presenza ad esempio di buone concentrazioni di lisina (4.9 g/100 g proteine), un amminoacido essenziale che generalmente manca nei cereali. La preparazione di pane o pasta  con amaranto deriva dalla constatazione che il grano duro è carente in due amminoacidi essenziali, la lisina e la treonina: “l’integrazione con farina di amaranto potrebbe fornire al prodotto una buona fonte di proteine.” I semi di amaranto sono  ricchi inoltre di Vitamina A, B, C, acido folico e di minerali (calcio, ferro, rame, zinco, magnesio, ecc.) .

Infine una curiosità: il termine Amaranthus deriva dal greco a-maranthos = che non svanisce, e in effetti la pianta ha la fama di non appassire, per questo  è da sempre un simbolo di immortalità.

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