Pubblicato da: fitonews | 14 luglio 2012

Garcinia cambogia: quando la natura aiuta (ma non fa i miracoli….)

 ” Quasi ogni anno vengono immesse sul mercato piante medicinali  (ma anche farmaci…)  che promettono facili ed illusori dimagrimenti. [… ] Frequentemente si tratta di piante esotiche presentate come “sicuramente efficaci” che tuttavia nella maggioranza dei casi non hanno alle spalle adeguati studi clinico-farmacologici. Accade così che con il loro utilizzo non solo non si ottiene quel dimagrimento rapido e duraturo promesso da una fallace pubblicità, ma  spesso queste piante si rivelano dannose per la salute provocando effetti collaterali importanti. Per non parlare dei controlli di qualità, sovente carenti.Unico aspetto positivo è la speranza che l’immissione nel mercato di nuove/vecchie piante medicinali possa contribuire, grazie alla FITOVIGILANZA (Ministero della Salute),  ad ampliarne lo studio e a far sì che la loro prescrizione si possa realizzare su basi farmacologiche e cliniche certe, come è successo ad esempio per piante come Garcinia cambogia Desr.  (Garcinia).
Albero del sud-est asiatico (India orientale, Cambogia, Vietnam, Tailandia, Indonesia) […] Il frutto, simile ad un’arancia e di colore giallastro, è conosciuto anche come Tamarindo di Malabar: viene essiccato e utilizzato comunemente nella cucina indiana. Nel trattamento del sovrappeso si utilizza la buccia essicata del frutto, ricco in acido idrossicitrico (HCA), ad azione ipolipidemizzante ed anoressigena. Il primo tipo di attività sarebbe legato al ciclo di Krebs:  l’ acido idrossicitrico agirebbe impedendo la trasformazione del citrato (uno dei prodotti di questo ciclo) in ossalacetato e Acetil CoA (substrato per la biosintesi di acido grasso e colesterolo)  riducendo quindi la sintesi endogena di colesterolo e trigliceridi. Non è stato chiarito, invece, l’esatto meccanismo che regola gli effetti anoressici dell’acido idrossicitrico. Forse stimolerebbe la sintesi epatica di glicogeno e di conseguenza l’aumento dei depositi di glicogeno a livello epatico inibirebbero a livello ipotalamico il centro della fame stimolando quello della sazietà. E’ importante ricordare che l’acido idrossicitrico inibisce “soltanto” la conversione dei carboidrati in grassi e, anche se l’uso di questa pianta generalmente è consigliato per quei pazienti che abusano di grassi, è importante che la sua prescrizione sia affiancata da un regime alimentare povero in sostanze grasse[…] Al fine di aumentare il catabolismo dei grassi, si consiglia di abbinarlo al Cromo […] Non sono stati evidenziati effetti collaterali o tossici […] “(Tratto da:  Sovrappeso e cellulite)
 Solo un  aiuto quindi e non una soluzione miracolistica….

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