Pubblicato da: fitonews | 19 gennaio 2012

Ippocrate, dove sei?

Dal Blog di Francesca

Diario di una linfomane

Ippocrate, dove sei?

In merito ad una riflessione che mi ha fatto fare un caro amico  commentando il mio recente post “Macchine”, vorrei riportare questa riflessione, necessaria se ci si imbarca nella discussione di ciò che riguarda la guarigione, la sanità, i medici, ecc. E’ un argomento molto delicato, pieno di contraddizioni, difficilissimo da affrontare. Sì, metto le mani avanti!  E anticipo: questo è come vedo io la realtà, in base alle esperienze personali che ho fatto, spero possa far riflettere ognuno e facilitarlo nel trovare la sua di visione. Fino a prima di ammalarmi, avevo una visione molto forte riguardo alla medicina. Non prendevo farmaci, osservavo la simbologia di ogni sintomo, mi curavo con il cibo, e non avevo una gran fiducia del sistema scientifico . Anche perchè credevo che ogni cosa certo è vera se è dimostrata, ma credevo anche che ogni cosa può essere dimostrabile perchè siamo noi che creiamo la nostra realtà. Credo che tutto questo  sia ancora vero, ad un certo livello, ma credo anche che bisogna essere tanto, tanto illuminati per riuscire a “muovere” certe cose. Le guarigioni istantanee avvengono, sì, ma sono casi molto rari. Riuscire ad estirpare una causa profonda che ha portato un individuo ad ammalarsi non è cosa semplice, perchè spesso è sepolta nel suo inconscio più profondo. Credo che ogni cosa che ci accade è psicosomatica, nel senso che psiche e corpo sono correlati, ma la capacità di “guarire” questa connessione  una volta che essa si interrompe o inizia a prendere delle pieghe malsane, è cosa molto più complessa. Nell’ambiente della medicina “alternativa”, che io chiamerei più adeguatamente “complementare”- perchè non è un alternativa ma completa, a mio parere,  la medicina allopatica tradizionale – è diffusa l’idea che la persona malata sia lei stessa ad essersi causata quella malattia. Ci sono persone che vedono coloro che si ammalano con occhi quasi di disprezzo: ” Eh poveretto quello non è riuscito a risolvere il conflitto con il padre, ti credo che si è slogato l’anca destra! “. (Che poi, scusate, chi è che veramente riesce a risolvere un tale conflitto, e ancora, quand’è che veramente è risolto? E poi il Padre non è forse un archetipo così grande che abita ognuno di noi, è veramente possibile risolverlo? Oh padre abbi pietà di noi, Amen.)Io non escludo nulla, sono convinta che il nostro corpo ci dia alcuni “segnali” molto evidenti e molto precisi, che se noi riuscissimo a cogliere anche soltanto un decimo di quelli che non cogliamo, invece di impasticcarci automaticamente senza previa riflessione,  potremmo vivere in uno stato di salute ed energia vitale molto più alta. Ci sono infiniti modi per scoprire questo linguaggio, per ascoltarlo, imparare ed evolversi. Se solo ci ascoltassimo un po’ di più! Potremmo vivere una vita molto più Sana e in Equilibrio. (Mi metto in capo alla fila con la mano alzata di tutti quelli che non riescono ad ascoltarsi, e pensa te che io mi arrovello a pensare anche più del dovuto..). Ma così non accade, e allora ci si ammala, il nostro corpo si gonfia perchè mangiamo male, o è mal nutrito, mal di testa, umore a pezzi, tossine su tossine… Insomma, “non ascolto” che si accumula e accumula fino a diventare cronico.Prima di arrivare a gravi complicazioni, ci sono tantissime strade da percorrere per trovare un equilibrio psicofisico. Esistono percorsi psicologici (psiche=anima), poi ci sono tutte le discipline Olistiche,  c’è la Naturopatia,  l’Omeopatia, la Medicina Cinese, l’Ayurveda, la floriterapia, la nutrizione, discipline come lo yoga, per non parlare di tutte tecniche che lavorano con il Chi,  la Meditazione, L’Ayuvedica, il Reiki… E tanti, tanti altri percorsi incredibili e validi che se coltivati con la giusta dedizione, ho visto portare a risultati sorprendenti. (attenzione anche qui esistono molti ciarlatani, e spesso ti arriva tanto fumo negli occhi, bisogna essere molto abili a saper osservare con un dovuto spirito critico..)Ma questo può non bastare.Ho visto ribaltarsi tutte le mie credenze di fronte alla scoperta e poi diagnosi di un linfoma e alla conseguente scelta di affrontare tutte le cure tradizionali. Io che andavo a tutti i corsi di yoga, ero vegetariana da tre anni, meditante, studiavo psicologia e professavo l’amore cosmico, mi ero ammalata di tumore !E mi sono ritrovata a dover affrontare le mie credenze più radicate, molte le ho dovute estirpare come erbacce pericolose e velenose, altre farne prezioso uso nei momenti più critici.Ho visto che quello che veramente mi limitava era il limite che mettevo io stessa.La separazione tra: questo è bene e questo non è bene, non porta a niente: ogni separazione di per se è perdita di qualcosa.Perciò io credo nell’integrazione, ed ecco perchè dico che tutte le varie “medicine” sono complementari e non alternative, perchè il termine “alternativo” di per sè esclude porzione di verità ed occasioni di guarigione.Qualsiasi sia il motivo per il quale ci si ammala di tumore (tutt’ora oscuro alla medicina tradizionale), non è più importante quando ti viene diagnosticato. E’ una malattia troppo aggressiva per essere curata con la comprensione dei meccanismi che avrrebbero potuto causarla: conflitti irrisolti, traumi familiari, cause ambientali, genetiche, karmiche, spirituali, vite passate…Mi sono così affidata nelle mani della medicina, ma non ad occhi chiusi. Ho tenuto sempre un occhio chiuso rivolto all’interno ed uno aperto verso l’esterno.E sono andata così ad indagare parallelamente anche tutte le possibili cause che mi hanno portato ad ammalarmi, comprendendole, accettandole e ringraziando anche il linfoma per avermi permesso di vederle.Ma ho fatto e sto facendo tutti i cicli di chemioterapia necessari, e tra qualche mese anche l’autotrapianto di cellule staminali.Sono venuta così a conoscenza di un mondo a me ancora sconosciuto e per certi versi anche criticato.Ma ora la mia visione è stata rimodellata, ampliata, e io ne sono grata per questo.La medicina è una cosa sacra e ha un valore inestimabile. Oggi sono stati fatti dei progressi incredibili , ogni giorno ci sono nuove scoperte vengono salvate milioni di vite. Se oggi non si muore più di raffreddore è grazie alla medicina. Se l’aspettativa di vita si è allungata è grazie alla medicina. Se noi adesso siamo qui, è grazie alla medicina e alle sue scoperte.A volte ci dimentichiamo da dove veniamo, che in antichità si moriva a 30 anni, che se ti beccavi una polmonite, ciao. E per non parlare dei tumori. Beh, cosa dire. Qui potrei scrivere un infinità di cose.Oggi molte tipologie di tumore sono guaribili, e si può allungare la sopravvivenza in molti atri casi per addirittura anni, o addirittura convivere con un tumore è oggi una realtà molto frequente. Hanno perfino inventato la chemioterapia in pasticche! Oramai siamo lontanti dall’epoca in cui il cancro era visto come un male oscuro incurabile.  Magari tra cent’anni basterà prendere una pasticca e il tumore andrà via il mattino seguente.Siamo in un epoca di transizione su infiniti livelli, e anche su questo. La medicina non può guarire ancora tutto, ma vi assicuro tanto è stato fatto.  Ho stima per tutte le persone che si battono per la ricerca scientifica, per i medici che lavorano perchè credono in quello che fanno, salvano vite, per gli infermieri e tutte le persone che ogni giorno scendono sul campo di battaglia e combattono, e certo non tutte le battaglie si possono vincere, ma fanno parte di una guerra che da certi punti di vista io la vedo già vinta.Putroppo oggi i tumori sono diffusissimi, e come diceva Veronesi recentemente in un intervista: “Oggi una persona su tre ha un tumore. Perciò non bisogna chiedersi se avrò un tumore, ma che tipo di tumore avrò.” Con questo non voglio allarmare nessuno, ma soltanto portare l’evidenza dei fatti per quello che sono.Allora prendiamo questi dati di fatto, e attrezziamoci di conseguenza.La battaglia che porta alla guarigione, secondo me,  si vince se si riesce a mantenere una visione sempre più ampia, se non ci si sofferma ad un sintomo ma con curiosità si cerca di indagare sul significato, si esplorano tante soluzioni.La medicina è necessaria, in questo caso,  quanto lo è l’idagine sul sè.L’una completa l’altra.Il termine terapia deriva dal greco θεραπεία (therapeía) e ha il significato di cura, guarigione.Platone ha usato questa stessa parola nel dialogo Eutifrone,dove Socrate la definisce come “cura degli dei”.“Quando ti occupi di guarire, stai facendo un’opera sacra”, scrive lo psichiatra e amico Eldo Stellucci, in un breve suo scritto, e io non mi posso che trovare d’accordo con lui.Stiamo parlando di qualcosa che è stato dimenticato oggi da molti medici che svolgono il loro lavoro.Questa sacralità è stata mantenuta in discipline che oggi vengono definite “alternative” e vengono disprezzate e tenute in poco conto nell’ambiente scientifico.Visto che non si può cambiare tutto un intero sistema, almeno, io non ho questa volontà, e sinceramente ho tante altre cose che vorrei fare, almeno posso con gli strumenti che ho cercare, almeno tentare, di rimediare a questa “dimenticanza” e non fermarmi a subire passivamente e meccanicamente le “cure” estirpate purtroppo dal loro terreno comune di significato di guarigione intesa come “sacra”.  Le accetto, le ringrazio, ma a modo mio faccio di tutto per completarle.Concludo riportando quelli che sono secondo Ippocrate, di cui famoso è il giuramento che fanno tutti i medici, chirurghi e odontoiatri all’inizio della loro professione, gli strumenti  terapeutici del medico, questi sono: il tocco, il rimedio e la parola.  Da ciò che ho potuto constatare, è quasi tutto oramai centrato sul rimedio da somministrare a secondo della patologia.Mi piacerebbe che ci fosse più parola, sarebbe bello che i medici fossero più aperti al dialogo, che invece di compilare moduli di anamnesi standardizzati, ci fosse proprio un colloquio con ogni paziente per identificare la sua storia, da dove viene, chi è quella persona, la sua storia familiare…Così come che ci fosse più “tocco”. Al di là di tutti quei guanti bianchi, camici, protezioni, quando accade che c’è un contatto vero tra medico e paziente già quello è uno strumento terapeutico, ecco sarebbe bello che ci fosse anche questo (io poi che sono così per il contatto, a volte mi ritrovo a stringere una mano ad un infermiere, attaccarmi al braccio di qualche medico, per l’incredibile distanza che si percepisce, e poi certo ci sono anche dei medici niente male che ti viene proprio voglia di abbracciarli!! Ma quello è un altro discorso.. )Riporto di seguito il video e un articolo che racconta del dottor. Maurizio Grandi, medico specialista in Oncologia Clinica e Immunoematologia a Torino, che cura i suoi pazienti, curando anche la loro anima. Da non perdere!! (vedi Blog
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