Pubblicato da: fitonews | 17 ottobre 2011

La castagna ovvero il piccolo pane….

Il nome deriva dal greco Kastana, località della Tessaglia in cui questi alberi crescevano abbondanti. Il castagno (Castanea sativa Mill. = Castanea vesca Gaertn.) è una pianta coltivata almeno da 3000 anni nel bacino mediterraneo: il suo frutto ha costituito uno degli alimenti di base per intere popolazioni, in particolare per quelle delle regioni montagnose. In epoca romana Galeno (II sec. d.C.) affermava che «le castagne sono le principali fra tutte le specie di ghiande, esse sole fra tutti questi frutti selvatici, danno al corpo un nutrimento degno di memoria».
Quello del castagno (castagna) è il più noto fra i frutti amidacei o farinosi. Principale caratteristica è infatti l’elevato contenuto in amido (oltre il 70% dei glicidi sia nella castagna fresca che secca) e, di conseguenza, un rilevante valore calorico. La castagna, fresca o secca, deve essere ben masticata per permettere alla ptialina, enzima contenuto nella saliva, di iniziare la digestione dell’amido. In caso contrario risulta di difficile digeribilità. Inoltre, proprio in quanto alimento ricco in amido – facilmente fermentabile a livello intestinale –, se ne sconsiglia la consumazione ai soggetti colitici.
Grazie alla ricchezza in amido la castagna è da sempre considerata una buona fornitrice d’energia. I suoi zuccheri, facilmente assimilabili, e l’abbondanza delle fibre contribuiscono a determinare un effetto saziante. La ricchezza in minerali e oligoelementi risulta importante per garantire un adeguato tono fisico. L’elevata concentrazione in potassio e in ferro, può risultare particolarmente interessante ad esempio per gli sportivi nei quali, con l’attività fisica, aumenta la necessità di tali elementi. Anche il magnesio è ben rappresentato così come il calcio. Per quanto riguarda la composizione vitaminica, si ritrovano un’elevata concentrazione in vitamina E, numerose componenti del gruppo B (in particolare di vitamina B1, B2, B3, B5 e B9). Appena colta è ricca in vitamina C: le concentrazioni iniziali di circa 50 mg si stabilizzano intorno a 25-30 mg.
Scriveva il grande medico francese Henri Leclerc (1935): «[Il frutto] può essere paragonato ad un piccolo pane o ad un dolce che la natura offre già impastato all’uomo, non lasciandogli altra pena che di assicurarsi la cottura … Cotte nell’acqua, passate nello schiacciapatate, macinate in farina dopo disseccazione e preparate in minestra, le Castagne sono l’alimento preferito dei dispeptici, dei convalescenti, dei bambini che hanno solo pochi denti e dei vecchi che non ne hanno più del tutto.  »
(Notizie tratte da: Dizionario di fitoterapia e piante medicinali e Piante medicinali in Sardegna)

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