Pubblicato da: fitonews | 21 giugno 2011

Riflessioni “fitoterapiche”…

 “Il medico ad orientamento fitoterapeutico è colui che a valore terapeutico uguale sceglie di preferenza le piante medicinali rispetto ad altri medicamenti. Ciò non vuol dire assolutamente che il medico fitoterapeuta non utilizzerà farmaci di sintesi ma che li utilizzerà avendo però a disposizione una possibilità di scelta terapeutica più ampia e sarà solo la sua competenza, come diagnosta e come conoscitore delle reali proprietà terapeutiche delle piante medicinali, che gli farà scegliere la metodica appropriata. Risulta fondamentale, inoltre, informare il paziente che non devono esistere medicine classiche, dolci, alternative, ecc. in contrapposizione fra di loro: esiste infatti un solo modo di fare medicina che è quello che si avvale di metodiche terapeutiche diversificate che il medico è in grado di scegliere e modulare sulla base della patologia da trattare e, ovviamente, delle proprie conoscenze. Ciò vuol dire che il medico in base alla diagnosi (per fare terapia bisogna fare diagnosi, e questa è in grado di farla il solo medico) deciderà se avvalersi del farmaco di sintesi oppure, nel nostro caso, delle piante medicinali (ma potrebbe essere l’omeopatia, l’agopuntura, ecc.), oppure ancora di utilizzarle entrambe contemporaneamente. Così come la medicina di sintesi non è in grado di curare tutto, anche la fitoterapia presenta analoghi limiti: è dall’integrazione che si può ottenere quel sinergismo terapeutico che risulterà ottimale al nostro paziente” (estratto da: Enrica Campanini “Fitoterapia: istruzioni per l’uso” in: Vita e Salute, 1998).

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Responses

  1. Enrica, sei veramente grande!

  2. Grazie Enrica per questa definizione che mi aiuterà ancor più a restare ed essere quel tipo di medico.
    Senza diagnosi non si può fare terapia e la terapia può essere per fortuna diversificata. L’importante è l’integrazione e la condivisione della cura anche tra noi curanti per una maggior utilità reciproca di medico e paziente.
    Tra le cure ricordo anche la psicoterapia.
    E in particolare quella psicosintetica che ha come principio di metodo e cura proprio l’integrazione e, appunto, la sintesi.

    Un abbraccio e grazie!!!

    Anna Maria


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