Pubblicato da: fitonews | 18 febbraio 2011

Il Rosmarino e l’importanza del fitocomplesso

Spunto di riflessione per comprendere e apprezzare l’importanza del fitocomplesso nell’attività farmacologica e terapeutica delle piante medicinali è una ricerca che ha evidenziato come i componenti non volatili  presenti nel fitocomplesso del Rosmarino (Rosmarinus officinalis L.), quali l’acido rosmarinico, i flavonoidi (luteolina), i diterpeni (carnosolo), gli acidi triterpenici (acido ursolico e oleanolico) siano dotati di una buona attività antiflogistica. Partendo dalla constatazione che l’abbondante produzione di olio essenziale ottenuto tramite la distillazione in corrente di vapore porta alla formazione di notevoli quantità di residuo vegetale, depauperato dalla componente volatile, attualmente non sfruttato, si sono volute valutare le eventuali proprietà farmacologiche di tale residuo.
Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Trieste, è giunto alla conclusione che i residui vegetali ottenuti dopo la distillazione in corrente di vapore, mantengono inalterata l’attività antiinfiammatoria.Viene quindi ipotizzato l’impiego di tali residui come materia prima a basso costo per la produzione di preparati fitoterapici ad attività antiinfiammatoria.
(Tratto da: Dizionario di Fitoterapia e piante medicinali)

 

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