Pubblicato da: fitonews | 1 maggio 2010

Karité per le nostre articolazioni

Vitellaria paradoxa (Butyrospermum parkii ) è conosciuto con il nome  di  « karité » che in wolof (un dialetto africano) significa « albero del burro ». Dai suoi semi, impropriamente chiamati noci di karité, si ricava infatti il burro di karité, dalle rinomate proprietà emollienti e idratanti. Il  karité è una delle specie botaniche a rischio recensite dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUNC).
Da sempre impiegato dalle popolazioni indigene (fascia tropicale e subtropicale occidentale del continente africano) a scopo alimentare, come protettore della pelle, come cicatrizzante  e curativo (patologie artritiche in particolare), è stato ultimamente oggetto di una ricerca pubblicata dalla rivista Phytotherapy Research secondo la quale “estratti del seme [ricchi in triterpeni] potrebbero avere un potenziale anti-infiammatorio e condroprotettivo in pazienti con osteoartrite.
In seguito ad assunzione di un prodotto a base di questi estratti, sono state osservate riduzioni significative dei livelli di biomarcatori dell’osteoartrite (OA), dell’infiammazione e della degradazione cartilaginea, con una complessiva attività benefica e un rallentamento dell’avanzamento della malattia.”(in: Sinut.it).

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