Pubblicato da: fitonews | 9 aprile 2010

Pu-erh: Tè degli Imperatori….

Pu-erh o Puer è un tè che deve il suo nome alla città di Pu’er, nella provincia cinese dello Yunnan. Il tè Pu-erh viene tradizionalmente ottenuto da foglie di tè selvatico di una antica varietà conosciuta come Camellia sinensis var. assamica. Questo tè è  stato spesso trasportato e presentato sotto forma di mattonelle di foglie compresse, generalmente di forma rotonda o quadrata. La caratteristica che lo rende completamente diverso dai tè convenzionali, sta nel fatto che può essere consumato immediatamente dopo la preparazione oppure fatto stagionare anche per diversi anni, metodo che permette di sviluppare gusto e proprietà molto particolari. Si conoscono infatti il tipo “sheng” (verde – non cotto) che  va incontro ad una post-ossidazione naturale e il tipo  “shou” (cotto) che  prende il nome di tè post fermentato o tè scuro. E’ conosciuto anche come “tè rosso” dal colore della sua infusione rosso scuro  (da non confondere con il tè rosso ottenuto dal Rooibos, arbusto sudafricano: leggi qui).E’ principalmente il secondo tipo ad essere commercializzato in occidente. Il  tè post-fermentato viene sottoposto ad un periodo di invecchiamento compreso tra uno e quattro anni, in media, ma  che può durare fino a 50 anni.
Questo periodo  di invecchiamento  cambia  radicalmente il gusto del tè che acquista un caratteristico sapore di terra umida e sottobosco e determina  un basso contenuto in caffeina. I degustatori   classificano il Pu-erh in base all’anno di produzione (come succede per i vini da noi…). Per altre notizie leggere qui .
La  medicina tradizionale cinese classifica i Pu-erh fra i più importanti ingredienti della propria Farmacopaea e  il tè è considerato una bevanda medicinale. Grazie alle apprezzate virtù digestive e depurative  era  stimato così prezioso da essere chiamato  il “Tè degli Imperatori“.
Si ritiene che consumare regolarmente tè Pu-erh sia estremamente salutare in quanto sarebbe una fonte naturale di fattori cardioprotettivi e antiossidanti (polifenoli) in grado di abbassare la concentrazione dei lipidi nel sangue (colesterolo “cattivo” in particolare). Viene anche considerato il tè più efficace per combattere le malattie cardiovascolari. Avrebbe inoltre un’importante azione a livello epatico di cui stimolerebbe il metabolismo e quindi i processi di detossificazione.
Uno studio recentemente pubblicato (2009) ha dimostrato, in sperimentazione su cavie che presentavano iperlipidemia, che la sua somministrazione è in grado di determinare effetti ipolipemizzanti e una forte azione antiossidante. Gli autori della ricerca ritengono che grazie a tali proprietà potrebbe essere utilizzato per ridurre il rischio di disturbi cardiovascolari. Tali proprietà lo rendono utile tra l’altro nelle cure dimagranti ma è bene precisare che non manifesta azione dimagrante ma di controllo dei livelli lipemici, depurativa e  drenante in senso lato.

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Responses

  1. il mio post si riferiva a questo ! sorry, ES

    • mi hai dato una buona idea…Prossimamente provvederò 🙂

  2. Cara Enrica pubblichi sempre notizie molto interessanti! grazie e a presto 🙂

    ps verrai in Sardegna prossimamente? spero di sì

    • Cara Alessandra, grazie! ti farò sapere quando sarò in Sardegna: mi farebbe piacere conoscerti di persona. Un caro saluto, enrica


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