Pubblicato da: fitonews | 21 gennaio 2010

Ilex paraguariensis St.Hil.

Ilex paraguariensis (maté) è un albero sempreverde che somiglia nel portamento all’alloro e anche se a volte viene mantenuto ad arbusto, può arrivare fino ad 8 – 10 metri di altezza. Viene attualmente coltivato in Brasile, Paraguay e nel nord dell’Argentina, paesi nei quali cresce anche spontaneamente. Le foglie giovani, raccolte nel periodo di maturità dei frutti, una volta essiccate, sono comunemente utilizzate in America del Sud per la preparazione di infusi dall’azione tonico-stimolante.

E non è un caso se in un passo del romanzo Patagonia Express il famoso scrittore sudamericano Luis Sepulveda citando il maté ce ne fa comprendere l’uso assai diffuso anche a quelle estreme latitudini: « All’ingresso del Gran Fiordo di Aisén il Colon diminuisce la velocità per compiere una virata di quaranticinque gradi che gli permetterà di addentrarsi in Patagonia. La navigazione diventa allora lentissima, quasi monotona, come i gesti degli autisti dei camion a bordo del traghetto, uomini che ammazzano il tempo disputando partite a domino, bevendo maté amaro, o radendosi con l’aiuto degli specchietti retrovisori…». Il maté, del resto, in Sudamerica gode di una popolarità maggiore rispetto a tè e caffè: «Nella sola Argentina sono oggi in commercio oltre 200 marche di maté, e gli argentini consumano quasi 5 chilogrammi pro capite di maté l’anno. In Uruguay il consumo pro capite sale a 10 chilogrammi…..I sudamericani considerano il mate un gradevole stimolante, un soppressore dell’appetito e un diuretico contro la ritenzione idrica» (Castlemann,1994 ).

Nei paesi di lingua spagnola la pianta è chiamata yerba mate. Il nome è tratto dalla lingua guarany in cui mati indica le piccole zucche in cui è preparata per l’infusione. Da sempre, infatti, gli indigeni Guarany usavano le foglie di questa pianta per preparare un infuso da bere la cui preparazione è ancora oggi identica: le foglie di maté vengono poste in una zucca cava (grande quanto un pugno) e ricoperte da acqua calda, non bollente, e viene bevuta con la “bombilla”, una cannuccia in argento.Fra i vari componenti (oltre a flavonoidi, acido clorogenico, vitamina C, ecc.…)  è presente caffeina alla quale viene attribuita l’azione stimolante a carico del sistema nervoso centrale. Poiché la sua concentrazione risulta comunque inferiore a quella presente nel  tè e nel caffè, la consumazione dell’infuso, pur stimolando l’attività cerebrale, non comporta insonnia e/o irritabilità e conferisce ai muscoli una aumenta capacità di resistenza alla fatica. Interessante risulta la segnalata azione stomachica e, quindi, facilitante i processi digestivi.

Un metodo semplice rispetto a quello «originale» per la preparazione dell’infuso è il seguente: 1 cucchiaino di mate foglie in 100 ml di acqua non più bollente. Filtrare dopo pochi minuti di infusione. Bere, al massimo, tre tazze al dì. L’aroma dell’infuso può risultare, inizialmente, non gradevole, ma con il tempo si impara ad apprezzarlo. Si può, ovviamente correggere il sapore aggiungendo limone o miele.

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