Il frutto del Coriandrum sativum L., simile ad un granello di pepe ma di colore giallo chiaro, è molto usato come spezia ( è un costituente dei curries) per le gradevoli caratteristiche aromatiche e digestive: contribuisce, infatti, ad aumentare la secrezione gastrica facilitando così i processi digestivi e grazie anche alle proprietà antisettiche svolge azione antifermentativa a livello intestinale. Nella cavia l’aggiunta dei frutti di Coriandolo ad una alimentazione grassa e ricca in colesterolo riduce la concentrazione di LDL-colesterolo (colesterolo “cattivo”) e aumenta l’HDL-colesterolo (colesterolo “buono”). Alcuni ricercatori hanno segnalato che l’aggiunta di coriandolo (frutti) nell’alimentazione di cavie diabetiche porta ad una diminuzione della glicemia. Sembra infatti che alcuni componenti siano in grado di stimolare la secrezione di insulina. Gli Autori suggeriscono che il
coriandolo quindi potrebbe entrare a far parte, come coadiuvante nel controllo della glicemia, dell’alimentazione dei soggetti diabetici. L’olio essenziale ottenuto dai frutti è impiegato per la preparazione di liquori e aperitivi. Applicato esternamente, sotto forma di linimento, manifesta proprietà antalgica a livello muscolare ed articolare. Le foglie, simili al prezzemolo, rappresentano un ingrediente importante nella cucina mediorientale e del Sud-Est asiatico. Frutti e foglie presentano inoltre interessanti proprietà antiossidanti.
E per finire una curiosità: «Rivestendoli di zuccaro se ne fanno confetti; e mascherati con poca farina e molto gesso, danno il nome a quei villani projettili, con cui si combattono le incruente ma polverose battaglie gli ultimi giorni di carnovale» (Scotti, 1872). Ed è proprio da questi “projettili” confettati che prendono nome i nostri coriandoli di carnevale.
Pubblicato da: fitonews | 19 febbraio 2012
Coriandolo e coriandoli….
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