Pubblicato da: fitonews | 25 marzo 2010

I benefici della Curcuma

Il rizoma polverizzato della Curcuma (Curcuma longa L.), conosciuta anche come Zafferano indiano   o Turmeric, viene utilizzato in India da almeno quattromila anni  in cucina (è un componente principale del curry), in medicina (medicina ayurvedica), nelle cerimonie religiose e per tingere in arancione la tonaca dei monaci buddisti. L’India è considerato il più grande produttore e consumatore al mondo di curcuma.
Nell’uso corrente il rizoma viene prescritto per migliorare la funzionalità epatica, nelle turbe funzionali dei processi digestivi attribuibili ad una origine epatica, in particolare mal di stomaco, nausea, perdita di appetito.
La curcuma è stata  stato oggetto di numerosi studi che hanno contribuito a precisarne le proprietà farmacologiche. In particolare negli ultimi anni sono state evidenziate e dimostrate proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. La curcuma contiene flavonoidi e composti fenolici, ma il principio attivo maggiormente responsabile di tali proprietà è la curcumina.  L’azione antiossidante della pianta contribuirebbe ad un effetto protettivo nei confronti delle malattie associate allo stress ossidativo come le malattie degenerative, cardiovascolari e la malattia di Alzheimer. E’ stato inoltre evidenziato (in vitro e in vivo nella cavia ) che la curcumina  protegge dal danno epatico indotto chimicamente.
Uno studio recente ha dimostrato che la curcumina sarebbe in grado di ritardare il danno epatico che porta alla cirrosi. Lo studio pubblicato dalla rivista Gut – International Journal of Gastroenterology & Hepatology ha dimostrato che la curcumina sarebbe in grado di rallentare la  progressione dei processi flogistici nelle patologie infiammatorie a carico del fegato: “ Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato campioni di tessuto e di sangue di topi con infiammazione cronica del fegato prima e dopo l’aggiunta della curcumina alla dieta per un periodo variabile da quattro a otto settimane. Il confronto con un gruppo di controllo ha mostrato che la dieta alla curcumina è in grado di ridurre in modo significativo il blocco dei dotti biliari e il danno a carico di epatociti e la fibrosi, interferendo con numerosi cammini di segnalazione chimica coinvolti nel processo infiammatorio. L’effetto è risultato evidente sia a quattro sia a otto settimane, mentre nessun effetto è stato riscontrato nei topi nutriti normalmente.” (Le Scienze)
Attualmente mancano studi sull’uomo che confermino tali dati, ma sicuramente questi risultati rappresentano un importante stimolo per proseguire la ricerca in questo ambito. Nel frattempo, comunque, l’aggiunta di curcuma nella nostra dieta può sicuramente contribuire al nostro benessere.


Risposte

  1. A S. Ambrogio il c.d. “bananaio” (il figlio, non il padre) che vende tantissime spezie mi diceva che la curcuma è molto utile anche a chi soffre d’asma: suo fratello, asmatico, scioglie tutti i giorni un cucchiaino di curcuma in un po’ d’acqua e ne trae un beneficio significativo.

    • In effetti la medicina ayurvedica utilizza la curcuma anche come calmante durante attacchi di tosse o asma…


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