Pubblicato da: fitonews | 20 gennaio 2010

Piante metropolitane (3)

Interessanti sono le specie “muricole” che si insediano sui muri dei centri storici: Hedera helix L. (edera), Parietaria officinalis L. (erba vetriola o muraiola, dalle indiscusse proprietà diuretiche), Capparis spinosa L. (cappero), Centranthus ruber (L.) DC. (Valeriana rossa, che per la bella fioritura viene spesso coltivata nei giardini  per cui con facilità può inselvatichire), Chelidonium majus L. (chelidonia), Cymbalaria muralis P. Gaertn. et al. (cimballaria: pianta tipica delle rocce umide, nel 1700 era utilizzata per adornare i giardini rocciosi), la Antirrhinum majus L. o bocca di leone, presente in luoghi molto soleggiati e varie felci ( Asplenium ruta-muraria, L. ecc.).
Sui tetti e nelle grondaie, per il depositarsi di terra e sabbia, oltre a muschi e licheni possiamo trovare colonie di Sedum acr L.,, o erba pignola, pianta grassa “tenace colonizzatrice”, mentre piante come la Mercurialis annua L., il Solanum nigrum L., o erba morella i cui fiori sono assai simili a quelli della patata,  la Stellaria  media (L.) Vill., il  Polygonum aviculare L., sono comuni in ambienti ruderali e nelle colture sarchiate.

Lungo i corsi d’acqua (canali, fiumiciattoli, ecc.) e in piccole aeree dismesse, utilizzate come discariche abusive, si possono trovare le piante più svariate: vi sono quelle che necessitano di un terreno ricco in sostanze organiche come la Portulaca oleracea L. (portulaca selvatica), le ortiche (Urtica dioica L.- Urtica urens L.), i chenopodi e altre invece “non nitrofile” quali Agropyron repens (gramigna), Xantium sp., ( ), Arctium lappa L. (bardana), Erigeron canadensis L.(erigeron) pianta infestante che cresce ovunque.

Lungo i binari, là dove i diserbanti non sono arrivati, è possibile reperire la Linaria vulgaris Mill., o linaria comune, assai diffusa nei luoghi caldi e soleggiati, Equisetum arvense L. (equiseto), Convolvulus arvensis L. e sepium (convolvoli), Clematis vitalba L. (vitalba) e Rubus fructicosus L. (rovo), mentre in prossimità di aeroporti e stazioni è possibile trovare alcune specie esotiche i cui semi sono fortunosamente “scappati” .

Come scriveva il Dott. Alberto Bizzarri nel 1955, anticipando quelle istanze ecologiche di rispetto e attenzione verso l’ambiente che ancora oggi risultano più che mai attuali, “prima che asfaltassero le strade, prima che la circolazione dei veicoli si facesse così intensa, in molte viuzze delle cittadine di provincia, persino in alcune strade meno frequentate delle grandi città cresceva l’erba. Non metaforicamente. Ricordo ancora sino a pochi anni fa il tenero colorito verdastro che l’acciottolato di qualche via remota di Torino assumeva alla primavera. Ancora ne sussistono alla periferia: ancora non è rarissimo  scorgere qua e là un piccolo bordo vegetale tra gli interstizi del selciato o alla base dei muri. Le piante cittadine: una cosa insolita, un’avventura eroica. Piante naturali, non coltivate, spontanee. Noi non ci badiamo: vi passiamo vicino, vi mettiamo i piedi sopra. Chiniamoci un momento su queste povere esistenze dimenticate. Viviamo un po’ la loro vita”.


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